La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di annullamento della confisca di tre terreni che si trovano nel territorio del comune di Pontenure che, secondo le accuse erano intestati ad una donna di 56 anni che sarebbe prestanome dell’imprenditore Vincenzo L. originario di Catania ma da anni nel Piacentino prima di trasferirsi in Spagna. L’udienza presso la Cassazione si è svolta il 5 ottobre ma la decisione è stata resa nota nei giorni scorsi. Il provvedimento risale al dicembre del 2023, poi confermato dalla corte d’Appello di Bologna nel febbraio del 2025, fu emesso dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Bologna, accogliendo la proposta formulata a suo tempo dal questore di Piacenza, ha disposto il sequestro preventivo (non penale) - poiché ritenuti di provenienza illecita - della totalità delle quote e dell’intero compendio aziendale composto da 14 società, di cui una in Svezia e una in Bulgaria, di 32 immobili tra fabbricati e terreni, di 110 automezzi, tra motrici e rimorchi e di numerosi rapporti finanziari, il tutto per un valore complessivamente stimato di circa 12 milioni di euro. L'esecuzione del decreto di sequestro, emesso ai sensi della normativa antimafia, interessò le province di Piacenza, Milano, Pavia, Cremona, Catania, Messina e Trapani. Strano che nessun rappresentante locale delle forze politiche nazionali abbia commentato la decisione della magistratura.