Tutte le attività economiche di Pontenure e quelle piacentine ubicate nelle vicinanze del ponte sul Nure dallo scorso 15 settembre stanno vivendo un autentico periodo di lacrime e sangue: la chiusura per lavori del viadotto sulla Via Emilia sta avendo effetti drammatici sull’economia locale.
La politica locale non ha programmato nessun ristoro per le attività danneggiate: né da parte dell’Anas, l’ente che gestisce l’infrastruttura, fa parte del gruppo Fs ed è controllato dal tesoro e vigilato dal Ministero delle Infrastrutture e del Trasporti, entrambi i dicasteri hanno al vertice due ministri della Lega; nessuna ipotesi di ristoro è pervenuta, almeno ufficialmente, da parte del comune di Piacenza guidato da un’amministrazione a maggioranza Pd, lo stesso atteggiamento del comune di Pontenure attualmente commissariato, quindi guidato direttamente dal governo rappresentato dalla Prefettura, ciò proprio per volere degli esponenti leghisti i quali mentre si profilava un periodo del genere hanno sfiduciato il sindaco che avevano contribuito ad eleggere, reo di non volersi adeguare alla richiesta di dare una poltrona che gli era stata richiesta.
Tra poco a Pontenure si dovrà votare per le comunali e questi partiti con che faccia si presenteranno agli elettori, avranno il coraggio di presentarsi usando i loro simboli o come al solito si mimetizzeranno con la scusa delle liste civiche?
