Parma, maschicidio di Borgo Riccio confermata l’imputazione di omicidio volontario

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Parma, maschicidio di Borgo Riccio confermata l’imputazione di omicidio volontario

 

Di fronte alla tragedia di Parma, dove il ventottenne Cristopher Gaston Ogando è stato ucciso dalla compagna, crolla il dogma narrativo della violenza unidirezionale. Cronaca di un dramma avvolto dal silenzio mediatico, mentre le accuse reggono al vaglio dei giudici.

C’è un silenzio assordante sui drammi in cui la vittima è un uomo e l’aggressore una donna. A ruoli invertiti, l’omicidio in Borgo Riccio a Parma sarebbe da settimane in prima pagina. Invece, la fine di Cristopher Gaston Ogando scorre quasi sottovoce tra le brevi di cronaca locale, scontrandosi con una verità che la narrazione mainstream fatica ad accettare: la violenza domestica non ha sesso e i maschicidi sono una realtà.

I fatti risalgono al marzo scorso. Ogando è deceduto in ospedale per la profonda emorragia causata da un singolo, violento fendente al torace. Per il delitto è imputata la convivente ventunenne, Brenda Alesandrina Fumagalli, accusata di omicidio volontario pluriaggravato. La difesa ha tentato di far passare l’accaduto come un incidente domestico, ma la tesi si è sgretolata davanti alla testimonianza di un amico della vittima, in videochiamata con Cristopher proprio negli istanti del delitto. Il testimone ha descritto la fidanzata urlante per cieca gelosia prima di sferrare il colpo mortale.

Negli ultimi sviluppi, il gup di Parma ha respinto le istanze della difesa che miravano a derubricare il reato in omicidio colposo. È stata confermata in toto l’impostazione della Procura e resta blindata la custodia cautelare ai domiciliari con braccialetto elettronico. La strada verso il processo in Corte d’Assise, fissato per il 18 novembre, è tracciata sotto la pesante accusa di omicidio volontario.

Parlare di maschicidio significa riconoscere pari dignità a tutte le vittime di relazioni tossiche, senza creare discriminazioni. La giustizia farà il suo corso, ma la società deve capire che la violenza si combatte condannando la mano che colpisce, a prescindere dal genere.

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