Vienna – C’è un filo invisibile ma d’acciaio che unisce la classe pura, la resilienza e la storia del trotto europeo. Questo filo, domenica scorsa, è passato tra le mani di Alessandro Gocciadoro e le redini di Always Ek, capaci di scrivere una pagina memorabile nella 127ª edizione del Graf Kalman Hunyady Gedenkrennen, la classica faro del Trabrennpark Krieau. Una vittoria che profuma di riscatto, di classe infinita e che chiude nel modo più glorioso possibile la parabola di un autentico monumento delle nostre piste.
Il contesto e i dubbi della vigilia
Non era una trasferta semplice. Always Ek, il generoso figlio di Filipp Roc e Nike Ek allevato da Edy Caprani per la scuderia Effebi, si presentava all’appuntamento viennese gravato da mille incognite. A dieci anni compiuti, la selettiva distanza dei 2.600 metri con l’autostart sembrava un ostacolo quasi insormontabile, specie per un cavallo reduce da qualche prestazione opaca e costretto ad avviarsi dall’ostico numero 11 in seconda fila.
A questo si aggiungeva la pressione psicologica su Alessandro Gocciadoro, reduce da un weekend nordeuropeo a dir poco turbolento e da una controversa squalifica subita in Svezia appena ventiquattro ore prima. Ma i grandi campioni, si sa, rispondono sul campo.
Il capolavoro tattico sotto la pioggia
Sotto una pioggia battente tipicamente autunnale, che ha reso la pista della Krieau bagnata e pesante, Gocciadoro ha dipinto un quadro tattico di rara intelligenza. Sfruttando la lunghissima distanza, il driver emiliano non ha forzato i tempi in partenza, filtrando con pazienza dalla seconda fila e lasciando sfogare i rivali in avanti.
Mentre il ritmo della corsa si manteneva selettivo, Always Ek è stato gestito al millimetro, risalendo per linee esterne con l’incedere regale dei giorni migliori. All’imbocco della retta d’arrivo, il momento della verità: Gocciadoro ha chiesto l’ultimo sforzo al suo allievo, che ha risposto con una grinta d’acciaio. Il campione tedesco Aladin, guidato dal top driver Michael Nimczyk, ha provato a resistere allo scatto, ma la progressione dell’italiano è stata inarrestabile.
Apoteosi sulla pista di Vienna
Always Ek si è isolato sul traguardo a media di 1:13.9 al chilometro, una misura mostruosa date le condizioni della pista e la distanza complessiva, precedendo nettamente Aladin e il beniamino locale Jaguar V Assum.
Sul podio di Vienna, gli applausi del pubblico austriaco hanno tributato il giusto onore a un cavallo straordinario, capace di vincere in carriera in Italia, Francia, Svezia e ora anche in Austria. Per Always Ek si tratta del coronamento di una carriera leggendaria; per Alessandro Gocciadoro, la dimostrazione lampante che i conti con la fortuna si regolano sempre in pista, dritti fino al traguardo.




