È la fine di un incubo per un quarantenne della provincia di Parma, rimasto intrappolato in una fitta rete di inganni, manipolazioni e minacce ordita dalla compagna. La vicenda, culminata nei giorni scorsi con l’arresto in flagranza di una trentenne per estorsione, rivela il dramma silenzioso di un uomo sopraffatto dal ricatto emotivo ed economico.
La relazione, iniziata a luglio scorso, si era trasformata in breve tempo in un calvario. La donna aveva inscenato una finta gravidanza, lamentando poi gravi e inesistenti complicazioni mediche al solo scopo di spillare denaro all’uomo. Sfruttando il legame affettivo e il senso di responsabilità del compagno, le richieste di contanti si sono fatte sempre più pressanti. Davanti alle prime esitazioni della vittima, la trentenne è passata alle minacce esplicite, paventando denunce infondate se lui non avesse continuato a pagare.
Esasperato, terrorizzato per la propria reputazione e ridotto allo stremo delle forze, l’uomo ha trovato il coraggio di rompere il silenzio, affidandosi ai Carabinieri della Stazione di Fontanellato. I militari, raccolta la denuncia, hanno predisposto una trappola scattata nel momento in cui la donna riceveva l’ennesima tranche di denaro contante.
La risposta dell’autorità giudiziaria è stata immediata e severa a tutela della vittima. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Parma ha convalidato l’arresto in flagranza, disponendo per la trentenne la misura cautelare degli arresti domiciliari. A questa si aggiungono il divieto assoluto di comunicare con la vittima, con qualsiasi mezzo, e il divieto di avvicinamento all’uomo. La donna dovrà mantenere una distanza superiore ai mille metri dal quarantenne, con l’applicazione del braccialetto elettronico per monitorare costantemente il rispetto della misura e garantire l’incolumità psicofisica della vittima.




