L’assessore all’Istruzione del Comune di Parma (esponente del Pd) ha affidato a una testata locale le proprie critiche verso alcune posizioni espresse sulla scuola dalla leader di Fdi e Presidente del Consiglio. L’esponente municipale stigmatizza, in particolare, i provvedimenti relativi al dimensionamento scolastico; una vicenda che ha toccato da vicino anche questo territorio con la soppressione della storica Direzione Didattica F.lli Bandiera (smembrata negli istituti comprensivi Ferrari e Parmigianino) e dell’Istituto Comprensivo di Sissa Trecasali, accorpato a quello di Torrile.
Il Comune di Parma, guidato saldamente dal Pd, rimase tuttavia silente o quasi. Fatta eccezione per qualche pigolio di dissenso espresso per pura convenienza di circostanza, l’amministrazione concretamente non si oppose e non impugnò il provvedimento del commissario incaricato, sebbene ne avesse la facoltà. Lo stesso comportamento “double face” è stato adottato dalle amministrazioni di Torrile e Sissa Trecasali, anch’esse in mano a esponenti del Pd o vicini al partito, sebbene eletti – chissà perché – senza l’utilizzo del simbolo ufficiale.
Mentre la giunta di Parma taceva, i sindaci degli altri due comuni coinvolti (uno dei quali è anche Presidente della Provincia) avevano ipotizzato di affidare un mandato esplorativo a uno studio legale, intenzione rimasta poi lettera morta. Nessuna critica netta, d’altronde, è mai arrivata attraverso i media da parte del segretario provinciale del Pd.
Contemporaneamente, altri esponenti dem esultavano in Val Taro. Lì, l’eventuale accorpamento degli istituti comprensivi di Bedonia e Borgotaro avrebbe potuto dare vita a un’offerta formativa unica e forte per l’intera vallata; a prevalere è stato invece un vanesio campanilismo, con festeggiamenti per il mantenimento dello status quo.
In pratica, il governo di centrodestra ha assecondato idesiderata di qualche big del Pd della Val Taro. Una mossa che, all’interno del partito provinciale, ha di fatto imposto una sorta di silenzio-assenso nel resto del territorio, i cui esponenti – evidentemente dotati di minor peso politico – sono stati costretti a rimanere fermi.
Le elezioni sono ormai alle porte e alla prova dei fatti non emergono differenze concrete oltre alle parole, centro sinistra e centro destra in Emilia sono finto opposti, il rischio reale è quello di spingere le componenti non politicizzate del mondo della scuola verso la scheda nulla.
Salvatore Pizzo
Coordinatore Gilda degli Insegnanti Parma e Piacenza




