Europa Verde, Rimini: “Il futuro della spiaggia si chiama adattamento climatico”

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Europa Verde, Rimini: “Il futuro della spiaggia si chiama adattamento climatico”

IL FUTURO DELLA SPIAGGIA SI CHIAMA ADATTAMENTO CLIMATICO
🏖️☀️La variante al Piano dell’Arenile, assunta dal Consiglio comunale il 6 agosto, non è solo una questione tecnica e non può essere ridotta a un sì o no alle piscine. La domanda politica è un’altra: quale modello di turismo e quale idea di spiaggia vogliamo costruire per i prossimi decenni?
🌴🔥Le reazioni delle associazioni ambientaliste, delle realtà civiche e di diverse componenti politiche, anche del campo progressista, dimostrano quanto questa scelta interroghi la città. Rimini non è una località balneare qualunque: è uno dei simboli del turismo italiano e le sue scelte fanno scuola. Proprio per questo abbiamo una responsabilità in più: non inseguire ciò che fanno altre località, ma indicare una strada capace di affrontare il futuro.
☀️💚Europa Verde – Verdi città di Rimini interviene con una posizione chiara e aperta al confronto con l’Amministrazione. Riconosciamo gli elementi positivi del Piano: riduzione delle superfici coperte, più spazi a libera fruizione, maggiore accessibilità e integrazione con il Parco del Mare. Proprio per non contraddire questi obiettivi riteniamo necessario correggere alcuni contenuti della variante.
Estendere alle microaggregazioni piscine e terrazze, insieme agli allestimenti invernali fino a mille metri quadrati, rischia di aumentare l’artificializzazione della costa. Il fatto che non cresca la superficie edificabile complessiva non risolve il problema: sostituire una struttura con una piscina, con impianti, pavimentazioni e spazi di servizio, non restituisce sabbia, suolo permeabile e natura. Gli effetti vanno valutati sull’intero litorale, non come se ogni intervento fosse isolato.
La spiaggia è un ambiente naturale e un bene demaniale, dunque pubblico. La concessione attribuisce il diritto di utilizzarla per un periodo determinato, non la proprietà. È legittimo che gli operatori valutino positivamente le opportunità economiche offerte, ma la soddisfazione dei concessionari non può essere l’unico criterio dell’interesse pubblico. La politica deve tenere insieme impresa, lavoro, libera fruizione, paesaggio e protezione di un ecosistema sempre più fragile.
‼️💸Il rischio non è soltanto paesaggistico: è climatico ed economico.
Lo studio del Joint Research Centre della Commissione europea del 2023, basato su 269 regioni, dimostra che le destinazioni costiere sono particolarmente sensibili al clima. Con un riscaldamento globale di 3 o 4 gradi, le coste dell’Europa meridionale potrebbero perdere quasi il 10% della domanda turistica estiva, a vantaggio del Nord Europa e delle stagioni intermedie.
Questo dato dovrebbe cambiare il modo in cui progettiamo il futuro della Riviera. Continuare a fondare la competitività di Rimini quasi esclusivamente sul sole estivo e sull’aumento dei servizi fisici in spiaggia significa rispondere ai cambiamenti climatici con strumenti del passato. Il clima non è un tema separato dal turismo: è la sua prima infrastruttura economica.
Una spiaggia naturale non è sottratta ai turisti, abbandonata o inaccessibile. Può essere fruibile, curata e dotata di servizi essenziali, con strutture leggere, passerelle accessibili, ombreggiamento naturale e spazi di tranquillità e contatto con il mare. Non è un’utopia né una rinuncia all’economia: è una scelta competitiva. Secondo ENIT, ambiente e sostenibilità influenzano le decisioni di viaggio del 64% dei turisti italiani, percentuale che sale al 71% tra gli under 35. Il turismo cerca natura, autenticità, benessere e qualità del paesaggio. Una duna rinaturalizzata non ostacola la vacanza: può diventare parte dell’esperienza e dell’identità di Rimini.
Rimini ha già investito nel Parco del Mare, nel verde, nella mobilità attiva e nella rigenerazione urbana. Sarebbe una contraddizione ridurre il cemento e aumentare gli alberi sul lungomare, per poi moltiplicare le strutture una volta attraversata la strada. L’innovazione che serve oggi si chiama adattamento climatico: rinaturalizzazione, dune e vegetazione costiera capaci di contrastare erosione e mareggiate, suoli permeabili, ombreggiamento naturale, biodiversità, risparmio idrico ed energetico, accessibilità e più spiaggia libera.
⛱️⛵️La variante è inoltre la piattaforma urbanistica delle future gare per le concessioni balneari: le scelte di oggi condizioneranno il litorale per molti anni. I bandi dovranno premiare non soltanto la capacità di investimento, ma la qualità ambientale, la reale reversibilità delle strutture, la tutela del lavoro, l’accessibilità e la restituzione di spazi alla collettività.
👨🏼‍💼🙋🏻‍♀️Per questo chiediamo che la fase delle osservazioni non sia un passaggio burocratico, ma l’occasione per rivedere l’estensione delle piscine e delle nuove strutture, chiarire la loro integrale rimozione a fine stagione, valutarne i consumi idrici ed energetici e assumere un obiettivo comunale: almeno il 20% di spiaggia libera, riunita per quanto possibile in aree adeguate, curate, accessibili e dotate dei servizi essenziali.
Chiediamo inoltre un tavolo pubblico sull’emergenza climatica e sul futuro della costa, con Amministrazione, Regione, esperti e scienziati, categorie economiche, associazioni ambientaliste, forze politiche e cittadini. Anche gli operatori hanno bisogno di scenari chiari per programmare gli investimenti e difendere il lavoro. Il mare e la spiaggia, però, sono beni comuni e sulle scelte che li trasformeranno tutti devono poter essere informati e ascoltati.
Europa Verde non intende alzare barricate contro l’Amministrazione, ma assumersi fino in fondo la propria responsabilità politica. La proposta è ancora modificabile e questo è il momento di farlo. Innovare non significa riempire ogni spazio disponibile di nuove funzioni: significa capire prima degli altri come cambieranno il clima, il turismo e la vita della città. Rimini può ancora scegliere di essere un modello, ma deve avere il coraggio di guardare davvero avanti.
Europa Verde – Verdi Città di Rimini

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