“Quale futuro per la giustizia penale internazionale? 20 anni di Corte Penale Internazionale” è stato questo il tema di una conferenza promossa dall’ambasciata svizzera in Italia insieme al Centro Studi di Politica Internazionale, l’appuntamento si è svolto nei giorni scorsi nell’Aula Magna delle Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione a Roma. Alla conferenza sono intervenuti numerosi giuristi e diplomatici, tra loro anche Michele Coduri (vice capo Missione Ambasciata di Svizzera in Italia), Nathalie Marti (vice direttrice della Direzione del Diritto Internazionale del ministero degli esteri svizzero) e Nicolas Michel (già sottosegretario generale per gli affari giuridici del ministero degli esteri svizzero). L’attività e le funzioni della Corte penale internazionale (CPI) si basano sullo Statuto di Roma realizzato nel 1998 e entrato in vigore l’1 luglio del 2002, essa è l’unico tribunale permanente competente per indagare e reprimere i crimini internazionali. La “giurisdizione universale” consente agli Stati di esercitare l’azione penale in qualunque luogo del mondo siano avvenuti i fatti.



