Abbiamo incontrato l’avvocato Marco Tarelli, candidato sindaco al Comune di Pellegrino Parmense per il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, l’unico partito politico presente nella competizione elettorale, gli altri candidati rappresentano delle liste civiche.
Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore è l’unico partito che si presenta alle elezioni di Pellegrino Parmense, i vostri avversari di destra e di sinistra non si sono presentati secondo lei perché?
Il fatto che il Movimento Sociale Fiamma Tricolore sia l’unica lista presentata a Pellegrino Parmense dimostra una difficoltà evidente della politica locale. Gli altri partiti, sia di destra che di sinistra, non sono riusciti a costruire una proposta o a trovare persone disponibili a candidarsi. Noi invece abbiamo scelto di assumerci questa responsabilità, perché crediamo che un Comune non debba essere lasciato senza una proposta politica.
Lei perché si candida a fare il sindaco di Pellegrino Parmense che legami ha con il territorio? I candidati sono di Pellegrino Parmense?
Mi candido a sindaco pur non essendo di Pellegrino Parmense e senza nasconderlo. Voglio essere molto chiaro su questo punto: io credo che amministrare bene un territorio significhi prima di tutto avere serietà, impegno e volontà di lavorare per i cittadini. Non penso che la politica debba essere riservata soltanto a chi è nato in un determinato paese. È vero, nella nostra lista non ci sono candidati originari del territorio. Questo non perché ci sia disinteresse verso Pellegrino Parmense, ma perché abbiamo deciso di costruire una candidatura politica basata su persone che condividono un progetto e una visione amministrativa comune. Spesso nei piccoli comuni molti cittadini evitano di esporsi direttamente per ragioni personali, lavorative o familiari, ed è una realtà che va compresa.»
«Noi abbiamo comunque scelto di metterci la faccia e di esserci, mentre altri hanno preferito non presentarsi affatto. Credo che questo sia un elemento importante. Meglio assumersi una responsabilità, anche venendo da fuori, piuttosto che lasciare il paese senza alternative e senza partecipazione. Essere esterni alle dinamiche locali può anche consentire di amministrare con maggiore libertà, senza condizionamenti, senza appartenenze personali e senza vecchie divisioni. Il nostro unico interesse è lavorare per il bene del Comune.
Ai tempi del congresso di Fiuggi, i missini di Parma si opposero molto allo scioglimento che fu posto in essere, quei militanti vi sono ancora vicini?
Per quanto riguarda la storia della destra parmense, è noto che al tempo del congresso di Fiuggi molti militanti missini si opposero allo scioglimento del MSI. Una parte di quel mondo politico è rimasta vicina alla Fiamma Tricolore e ai suoi valori storici: identità nazionale, sovranità, attenzione sociale e difesa delle comunità.
Da queste parti c’è la netta sensazione che i partiti di governo e quelli dell’opposizione parlamentare, almeno qui, siano fintamente opposti, lei come la pensa?
Oggi tanti cittadini hanno la sensazione che maggioranza e opposizione siano spesso simili e che facciano parte dello stesso sistema. È una sfiducia comprensibile. Noi vogliamo rappresentare un’alternativa autentica, lontana dalle logiche dei grandi partiti e più vicina ai problemi concreti dei cittadini.
Cosa proponete ai cittadini di Pellegrino Parmense?
Ai cittadini di Pellegrino Parmense proponiamo attenzione reale al territorio: manutenzione delle strade e delle frazioni, valorizzazione del turismo termale e ambientale, sostegno alle attività locali, tutela dei servizi essenziali e maggiore attenzione al decoro e alla sicurezza.Infine vogliamo riportare al centro l’agricoltura, che per un territorio come questo non è soltanto economia ma identità e tradizione. Per noi il campo deve tornare a produrre ricchezza e dignità. Bisogna sostenere chi lavora la terra, valorizzare i prodotti locali e difendere il mondo agricolo dall’abbandono e dalle difficoltà che negli ultimi anni hanno colpito le aree rurali.
Cosa bisogna cambiare?
Quello che bisogna cambiare è soprattutto il metodo: serve un’amministrazione presente, concreta e trasparente, che ascolti i cittadini e lavori con buon senso. Pellegrino Parmense ha bisogno di tornare ad avere prospettive e attenzione, senza essere dimenticato.
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