Parma, la capitale agroalimentare d’Italia punta a crescere all’estero

Articolo

Parma, la capitale agroalimentare d’Italia punta a crescere all’estero

Parma, la capitale agroalimentare d’Italia punta a crescere all’estero“Orgoglio Italia”, dice Marina Geri, direttore marketing del Padiglione Italia di Expo 2015. E lo slogan diventa subito “orgoglio Parma”, in questa tavola rotonda al centro della terza giornata di “Panorama d’Italia”, aperta dal saluto dell’assessore Cristiano Casa a nome dell’amministrazione comunale. Orgoglio Parma perché questo territorio, come dice Claudio Leporati, direttore marketing del Consorzio del Prosciutto di Parma, è “custode della tradizione e presidio di un certo modo di fare industria”.

Ma l’orgoglio viene ora più di un tempo incanalato verso una nuova ambizione, quella di vincere sui mercati più di quanto già non avvenga, riaffermando la propria identità e contrastando la contraffazione: “Fortunatamente noi del prosciutto siamo meno colpiti di altre realtà contigue come ad esempio il Parmigiano”, aggiunge Leporati “ma basti pensare che in Cina hanno da poco ribattezzato Parma una loro città, in modo da poter diffondere prodotti legittimamente marchiati come provenienti da lì: assurdo, ma probabilmente legale. Anche se i salumi che potrebbero arrivare da lì di certo non saranno fatti di suino italiano, sale grosso e invecchiamento pluriennale”. Oggi le aziende del Consorzio sono 150, nella provincia di Parma, in una filiera produttiva che conta 4.000 allevamenti dislocati nel Nord e Centro Italia, 130 macelli in 10 regioni, 3.000 addetti alla produzione con 50 mila addetti nell’intera filiera produttiva, 9 milioni di prosciutti prodotti ogni anno, di cui quasi il 30% venduti all’export.
Prodotti di prima qualità, dieteticamente sani e igenicamente controllati, come hanno sostanzialmente attestato, rispettivamente, il nutrizionista Furio Brighenti, che è anche prorettore dell’Università, e il dirigente dell’ufficio del direttore esecutivo dell’Efsa – l’autorità alimentare europeo – Alberto Spagnolli.
Marina Geri, di Expo, ha infiammato gli animi – anche grazie a un filmato emozionale scritto dal direttore creativo di Expo Marco Balich – sottolineando come “Parma e l’Emilia siano sicuramente una delle nostre vetrine di eccellenza, con ottima visibilità promozionale: penso a manifestazioni come Cibus e Taste of future”, ha detto Geri. “Il Padiglione, che si pone come interfaccia verso le aziende e i grandi buyers stranieri, ha scelto però un altro approccio: in occasione dell’esposizione universale promuoveremo l’Italia e il cibo italiano nel suo insieme, senza parcellizzare l’offerta. Siamo convinti che sia questa la strategia vincente”. “E soprattutto”, ha concluso la Geri, “basta con l’autodenigrazione, il nostro contributo è tutto nel logo ‘Orgoglio Italia’”.
Naturalmente, la crescita del comparto richiede anche migliori condizioni di efficienza e competitività, che oggi però le imprese possono perseguire anche riorganizzandosi, e per esempio avvalendosi di nuovi servizi quali quelli di “facilities” offerti da un’azienda come la Proges, rappresentata alla tavola rotonda dal presidente Antonio Costantino.
La sintesi è tutta nel rilancio della sfida della crescita, dell’eccellenza nella tradizione e in un nuovo approccio più ambizioso alla competizione internazionale.
Dopo l’appassionante “show cooking” (con successiva degustazione) al Grand Hotel de la Ville con lo chef Franco Madama, il pubblico di Panorama d’Italia s’è diviso in due flussi: quello che ha seguito la “live experience” sui social media, con la “tutor” Martina Panagia, nel Dome di Piazza Garibaldi; e quello che ha preferito darsi alla letteratura, ascoltando nell’aula magna della facoltà di Giurisprudenza all’Università Valerio Massimo Manfredi intervistato da Antonio Carnevale di Panorama sul suo ultimo romanzo “Il mio nome è nessuno – Il ritorno”, secondo capitolo del dittico che Valerio Massimo Manfredi ha deciso di dedicare alla figura di Ulisse.
Nella tesi di Manfredi, l’ultimo viaggio di Ulisse non è una possibilità ma un dovere, molto aristocratico e molto lacerante: “I reduci di ieri sono come quelli di oggi. Odisseo non riuscirà a dormire in un letto normale per anni, come chi è tornato dal Vietnam. Proverà vergogna a farsi vedere ridotto così da sua moglie: si camufferà per non essere riconosciuto subito da Penelope, prima ancora che per ingannare i pretendenti molesti in attesa di sterminarli. Si commuoverà di fronte al suo Argo morente”.
La terza giornata di Panorama d’Italia si conclude con l’intervista-proiezione, dalle 21 in poi al Cinema Astra, del documentario inedito “Poltrone rosse. Parma e il cinema”, del regista Francesco Barilli, con l’intervista di Piera Detassis, direttore di Ciak.
Domani, ultimi appuntamenti di Panorama d’Italia a Parma: alle 10, con partenza dal Dome di piazza Garibaldi, Bike Tour nel centro storico organizzato da Eicma. E, a seguire, nel Ridotto del Regio, “Sindaco, mi spieghi!” intervista pubblica al sindaco di parma Federico Pizzarotti che risponderà alle domande inviate negli ultimi giorni dai cittadini che gli verranno sottoposte dal direttore di Panorama Giorgio Mulè affiancato dal direttore della Gazzetta di Parma Giuliano Molossi. Al termine, passaggio di testimone tra Parma e Verona, sede – dal 10 al 13 settembre prossimo – della nuova tappa di “Panorama d’Italia”.

Back To Top