“Utili le larghe intese per l’Italia nel mondo”
“Se Angela Merkel ha accettato di amorbidire la politica del rigore in Europa, e nei confronti dell’Italia in particolare, concedendo più flessibilità, è perché ha capito che conviene anche alla Germania!”: così Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum, ha commentato oggi a Parma le notizie provenienti da Berlino in un’intervista pubblica rilasciata al direttore di Panorama Giorgio Mulè nel corso dell’evento “Panorama d’Italia”. “L’export tedesco è concentrato per il 60% in Europa, e la Merkel sa che se la crisi italiana continuasse, importanti come siamo nel contesto europeo per il loro export, ne risentirebbero. Il 22 settembre scorso la Merkel è stata rieletta dai tedeschi, e fa gli interessi dei tedeschi”.
Doris ha parlato un’ora e mezza a tutto campo, per poi trattenersi a firmare copie del suo libro “C’è anche domani”. Di economia ma anche di politica: “Renzi è in gamba e non ha bisogno di consigli, ma uno glielo darei, per il semestre europeo: lavori per l’Europa, ma anche per l’Italia”. “Per l’Italia l’Europa dev’essere un’occasione di sviluppo, e non un limite. E Renzi ricordi sempre che le imposte sono lo strumento di politica economica più efficiente del mondo, se vuol rilanciare l’economia, riduca le imposte e ci riuscirà”. L’Italia in Europa, si muove “con un approccio nuovo che in passato non aveva mai avuto”, ha poi aggiunto il banchiere. “Finora eravamo andati a Bruxelles portandoci dietro tutte le nostre beghe, come i capponi di Renzo, e il vecchio motto americano: ‘right or wrong, it’s my country’, non ci apparteneva. Adesso, per la prima volta, c’è un accordo governo-opposizione che rende compatto lo schieramento nazionale”. “Sono convinto che questo accordo debba e possa andare oltre la materia delle riforme su cui è nato e di cui si sta discutendo. Perché quando i grandi capitali internazionali riscontrano che un Paese è unito, affluiscono molto più volentieri”. Per Doris, il primo motivo per essere ottimisti oggi è che “le crisi finiscono, non è mai stata inventata una crisi che non finisce. E poi le crisi sono i periodi nei quali la società umana progredisce di più”. Doris ha encomiato la strategia governativa degli 80 euro, raccomandando però che gli sgravi non siano sostituiti da altre tasse, e ha elogiato la gente di Parma: “Gente viva, che ha iniziativa, non aspetta la manna da cielo”. Molti anche i ricordi di famiglia, le parole intense per la moglie e il figlio massimo, la rievocazione dei primi passi imprenditoriali.
Al mattino, il primo “assaggio” di Panorama d’Italia a Parma era stato dato da Gene e Charlie Gnocchi nel Ridotto del Regio intervistati da Alfonso Signorini e Giorgio Mulè: “Quando ho rivisto Gianfranco Fini a Ballarò ho capito che siamo prigionieri del nostro passato, ripombati in un incubo dal quale faticheremo a liberarci”, ha esordito Gene. E poi è stato tutto un fuoco artificiale: “In questo mondo ci sono troppa dietrologia e troppo vittimismo, che rischiano di farci perdere vista i problemi veri. L’ho sperimentato di persona con le mie striscie satiriche alla Domenica Sportiva o con i corsivi che pubblico ogni mattina sulla Gazzetta. In pochi riescono a sdrammatizzare, e i risultati si vedono”. Accanto a Gene il fratello minore Charlie, deejay di Rtl 102.5 e inviato di Striscia la notizia, sorride e annuisce. Dal vivo, la somiglianza e l’intesa tra i due (nella vita vera, Eugenio e Carlo Ghiozzi) sono molto più nette che sullo schermo televisivo. I due, insieme, hanno appena pubblicato un cd dal titolo emblematico: “Un toy boy per Maria Elena Boschi”. Un assist per il direttore di Chi, che chiede a entrambi se anche secondo loro la rottamazione renziana, e le belle neoministre che si porta in dote, rappresenti la nuova frontiera del gossip: “Più che altro mi affascinerebbero le contaminazioni” risponde Gene “chessò, una liaison Balotelli-Boschi o la scoperta che Matteo Renzi ha una tresca con Raffaella Fico. Pensa le copertine…” Applausi, bissati poco dopo quando la coppia rivela che presto potrebbe lavorare a un altro progetto comune.
E domattina, all’Università, si “fa sul serio”, parlando di lavoro e di come rilanciarlo anche in una provincia come questa, un tempo isola di piena occupazione e oggi anch’essa non priva di ferite.



