La rinascita dopo la crisi della pandemia si poggerà sempre di più sulla capacità di mettere a sistema modelli di crescita integrati, frutto di competenze trasversali, ispirati nella stessa misura alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, ambientale, sociale ed economica, e sullo scambio e la collaborazione tra imprese, istituzioni, università e non profit, nella logica degli obiettivi delineati dall’Agenda ONU 2030.
Sono queste le linee di tendenza emerse dai lavori delXIX Premio Socialis, il più longevo riconoscimento italiano per tesi di laurea sulla responsabilità sociale e lo sviluppo sostenibile, che ha assegnato il podio adAngela Daloia, del Corso di Laurea Magistrale in Economia e Management dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, con una tesidal titolo“Modelli di business ibridi: opportunità e rischi”(Relatore:Prof.ssa Federica Bandini),volta a descriverela nuova frontiera della responsabilità sociale che guarda con fiducia al paradigma dell’Economia civile, in cui Stato, Mercato e Società interagiscono per creare valore economico e sociale.
La cerimonia si è svolta indiretta streaming sui canali diOsservatorio Socialis, collegata aunTalkintitolato“Next Generation, AgireESG per un futuro migliorecui hanno partecipato tra gli altriRosaria Fausta Romano, Capo Dipartimento Energia e Clima, Ministero della Transizione Ecologica,Andrea Bianchi, Segretario Generale, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,Massimiliano Monnanni, Responsabile RSI e Corporate Affairs, Poste Italiane,Anna lo Iacono, CSR Senior Manager, Fastweb, Benedetta Nicastro, Responsabile Corporate Communication e CSR, Roche, Anna Scafuri, Responsabile Public Affairs, Sustainability & External Relations, Sogei, Francesco Tavassi, Presidente, Temi spa.
La crisi dovuta alla pandemia da Covid-19, come affermato in più interventi, ha originato l’esigenza di uncambioeco-sistemico radicale e la necessità di un processo trasformativo di tutte le attività della società civile,dai modelli produttivi a quelli dei consumi, dai servizi pubblici aipercorsi didattici.
“Avviare e consolidare un percorso di sviluppo sostenibile significherà sempre di più sapersi riconoscere e mettersi nella condizione di programmare e pianificare la produzione di valore economico, sociale e ambientale, disegnando il proprio perimetro di manovra – ha detto Roberto Orsi, Direttore dell’Osservatorio Socialis –Circa 31 miliardi di euro del PNRR dedicati ad istruzione e ricerca non fanno altro che confermare quanto sarà importante per il futuro concentrarsi sullo sviluppo delle competenze trasversali e quanto sarà necessario consolidare sinergie e dialogo tra più mondi: aziendale, istituzionale, non profit eaccademico”.
I numeri del Premio Socialis
In 19 edizioni sono pervenute1062 tesi di laurea da oltre70 atenei, sono stati proclamati114 tra vincitori e menzioni speciali, hanno partecipato agli eventi44 aziende sostenitrici e22 enti patrocinanti. I lavori dell’edizione 2021 sono arrivati per il49% dal Centro Italia, per il 35% dal Nord, per il16% dal Sud e Isole. Economiaè la facoltà più rappresentata(62% delle tesi candidate),seguono Giurisprudenza (10%),Ingegneria (10%) Scienze politiche e Discipline Umanistiche (10%) e Altre Discipline (8%).22 gli enti patrocinanti, 44leaziende sostenitrici, 114 i vincitori (comprese le menzioni speciali), 400 gli articoli e le citazionisui media.



