Unionbirrai e le accise

Articolo

Unionbirrai e le accise

birra

Unionbirrai ha sempre voluto essere, fin dalla nascita, un contenitore di azioni ed attività a sostegno della birra artigianale, senza mai volersi ridurre ad essere solo un sindacato di birrai, un circolo per appassionati, un club di degustatori. Metaforicamente Unionbirrai è un’Agorà aperta a chiunque stia a cuore la buona birra artigianale. Pur con quest’ampiezza di propositi e di vedute, UB si è schierata fin da subito a tutela dell’attività dei microbirrifici, anche per quelle che erano le norme per la rilevazione, determinazione ed il pagamento delle accise.
Il 4 di Dicembre 2013 l’Agenzia delle Dogane ha diramato una determinazione direttoriale che è il frutto di un lungo lavoro di tavoli tecnici all’interno dei quali Unionbirrai è sempre stata il protagonista principale per assiduità, professionalità e cooperazione. Con la conclusione di questo lavoro con l’Agenzia possiamo affermare che Unionbirrai oggi è finalmente diventata un partner riconosciuto e rispettato da un ente istituzionale di così grande importanza per il nostro settore.
La legislazione italiana all’inizio non prevedeva l’esistenza dei microbirrifici, ma solo delle industrie birrarie. Al primo apparire dei microbirrifici l’Agenzia delle Dogane attuò la postilla inclusa nella normativa in vigore per i birrifici al di sotto dei 10.000 ettolitri di birra prodotta, ossia dando al singolo funzionario la responsabilità di dettare le regole per l’apertura del deposito fiscale o del brewpub. Siccome l’Italia è lunga e stretta, non c’è mai stata uniformità di vedute tra funzionari e si era arrivati a situazioni molto disparate, in cui l’eccesso di zelo regnava sovrano ed era difficile per i micro, operare sul mercato nazionale in modo omogeneo.
Fin dal 2008 l’Agenzia delle Dogane si rese conto di queste anomalie e propose l’attuazione per tutti i “players” della produzione brassicola, di quanto riportato nel D.M. 153 del 2001. In pratica anche i microbirrifici avrebbero dovuto dotarsi degli strumenti di un birrificio industriale e tutte le tubazioni avrebbero dovuto essere fisse e sigillate.
Unionbirrai riuscì subito in quel determinato frangente a farsi apprezzare per competenza e propositività dal tavolo tecnico dell’Agenzia delle Dogane e questo lavoro, intrapreso da una task force di UB, affiancata a partire dal 2010 da Cna Alimentare, ha portato ad un primo grande risultato: il decreto legge 16 poi convertito nella Legge 44/2012 in cui, finalmente, a più di quindici anni dall’apertura dei primi micro birrifici, per la prima volta un articolo di legge dava pieno riconoscimento giuridico ai produttori di birra sotto i 10.000 hl/ anno, prevedendo per loro specifiche modalità di accertamento e contabilità dell’accisa. Queste modalità non furono però inserite nella legge, ma sarebbero dovute essere descritte in una determinazione direttoriale, sempre all’interno delle norme generali del Testo Unico Accise. Per tale motivo sono girate molte email tra UB e le Dogane con proposte di vario tipo e sono state fatte molte riunioni per arrivare all’oggi, in cui la determinazione è stata approvata e le cui indicazioni saranno pubblicate in una circolare che uscirà contestualmente alla determinazione direttoriale.
Sicuramente il discorso non si conclude adesso, anche perché come già riportato, la task force di Unionbirrai ha acquistato una crescente stima per professionalità e competenza presso il tavolo tecnico delle Dogane e perché ancora alcune cose sono da rivendicare o migliorare.
La determinazione direttoriale è uscita senza la circolare esplicativa. A tale scopo è quanto mai opportuno sintetizzare le principali novità in essa contenute. Seguirà nei prossimi giorni un’analisi dettagliata punto per punto. I vantaggi più evidenti raggiunti con questo strenuo lavoro sono:
i. l’ottenimento di una reale semplificazione a livello impiantistico e burocratico, togliendo ogni discrezionalità al singolo funzionario. Più nello specifico, il deposito fiscale verrà limitato alla sala cottura, l’accisa si pagherà sul mosto prodotto contabilizzato tramite il contalitri o con un coefficiente di utilizzo di energia, che sarà il solo e unico richiesto, come solo e unico registro richiesto sarà quello delle lavorazioni indicanti la contabilità dell’accisa
ii. l’aver scongiurato il rischio di prese di posizione unilaterali dell’Agenzia delle Dogane nel caso non si fosse trovato un accordo accettabile sui micro birrifici
Tra le cose ancora da fare, due sono le prioritarie:
1. introdurre un coefficiente di resa del mosto, in modo che non si paghi più l’accisa anche sulle perdite. Questo fa si che i birrifici paghino proporzionalmente più accisa dei birrifici industriali che hanno l’accisa contabilizzata su quanto realmente immesso in consumo
2. eliminare l’obbligo di condizionamento esclusivo della birra prodotta in loco. A tal proposito abbiamo ottenuto il sostegno dell’On. Vignali e dell’On. Beneamati che hanno presentato in Parlamento delle risoluzioni in cui chiedono l’eliminazione di quest’obbligo che scoraggia la collaborazione tra birrifici.
Unionbirrai continuerà a lavorare a fianco dei tecnici e dei politici allo scopo di tutelare i microbirrifici e di ottenere che anche l’Italia, purtroppo con i suoi tempi, arrivi a riconoscere la direttiva europea che offre la possibilità ai singoli governi di agevolare le piccole aziende birrarie con una riduzione delle accise. A tal proposito segnaliamo che la cooperazione con CNA si è intensificata dal 2013 con l’obbiettivo di incrementare e migliorare i rapporti istituzionali che riteniamo fondamentali per la crescita della nostra associazione.
E’ inutile dire che più siamo compatti all’interno dell’associazione, più siamo numerosi, più risorse ci sono per far conoscere ai politici le nostre istanze e prima raggiungeremo il nostro scopo.
L’attuale direttivo di Unionbirrai si complimenta con la task force, ringrazia i colleghi Alessandra Brocca (Birrificio Lambrate), Vittorio Ferraris (BSA), Giulio Marini (Birrificio Italiano) Manuel Piccoli (Birrificio del Ducato), Alessio Selvaggio (Croce di Malto e consigliere Ub) e Simone Monetti (direttore operativo Ub) per la disponibilità e lo sforzo profuso ed i consigli direttivi precedenti per l’aver iniziato e portato avanti ciò che noi abbiamo solamente concluso per temporalità.
Il Consiglio Direttivo Unionbirrai
{fcomment}

Back To Top