VDA Award è il primo riconoscimento italiano interamente dedicato all’arte digitale e ha individuato in Matteo Succi in arte Svccy e nel piacentino Rino Stefano Tagliaferro due delle 12 eccellenze italiane dell’anno.
Un’arte che nel 2023 è passata da tendenza a riconoscimento, affermandosi come grammatica artistica del nuovo millennio per ridisegnare il contemporaneo (e il quotidiano).
Rino Stefano Tagliafierro (Piacenza, 1980). Regista, art director e video artista. Negli anni ha maturato esperienze come art director, visual-artist, graphic designer per realizzare video-art, spot pubblicitari, cortometraggi, fashion video, videomapping, videoproiezioni e videoinstallazioni per mostre, musei ed eventi speciali. Ha realizzato video per importanti brand, tra i quali Coke, Samsung, Louis Vuitton, Kenzo, Antonio Marras, Bvlgari, BMW, Lancia, Pirelli, MTV USA e Davines. Nel 2015 con l’ADV “Untouched” per Coke vince il Gold Award ai LIA AWARDS 2015 di Londra e il CLIO Award al NY-CLIO Festival. Ha inoltre realizzato video musicali per i maggiori artisti italiani e internazionali come Four Tet, Stumbleine, Digitalism, M+A, ORAX, Anil Sebastian, About Wayne e Optogram. Ha collaborato con diversi studi, professionisti e in progetti cinematografici come “A Rose Reborn” di Park Chan-wook e “David Lynch – The Art Life” di Jon Nguyen. Nel 2013 ha cofondato lo studio KARMACHINA, producendo, tra gli altri lavori, la video installazione per la cerimonia di apertura dello Yerevan Golden Apricot Film Festival 2014 e la direzione artistica dello spettacolo serale Tree of Life a Expo 2015. Come autore ha partecipato a diverse mostre d’arte contemporanea a Milano, New York, Parigi, Sapporo, Mosca, Berlino, ricevendo riconoscimenti internazionali in numerosi festival di animazione, cortometraggi e sperimentali, tra cui Short Film Corner Cannes, Festival d’Annecy, Clermont-Ferrand Short Festival, Rooftop Film New York City, Sapporo Short Fest e Milano Film Festival. Nel 2014 pubblica il cortometraggio BEAUTY, ottenendo grande riscontro e riconoscimento in tutto il mondo e riscuotendo il consenso delle maggiori testate giornalistiche e riviste specializzate nazionali ed internazionali, come Le Monde, Le Parisien, Le Figaro, Wall Street International, Bild, The Guardian, France2, Wired, The Telegraph, Artribune, Daily Mail, Sky, La Stampa e La Repubblica. Nel 2016 pubblica PEEP SHOW, un viaggio privato nel mondo dell’erotismo in cui l’arte è oggetto del desiderio.
Matteo Succi in arte Svccy (Ravenna, 1997) è un digital artist e graphic designer italiano. La passione per l’arte visuale è iniziata nel 2016 quando ha iniziato a creare le prime immagini con Photoshop attraverso la tecnica della collage art digitale. Successivamente ha iniziato a sperimentare l’elaborazione di immagini attraverso programmi di grafica 3D. Svccy percorre un cammino artistico che si ispira alla corrente visiva Vaporwave, estetica nata e sviluppatasi tra il 2011/2012. Il genere è caratterizzato dall’uso di temi nostalgici degli anni ’80 e ’90 di sistemi operativi per computer e console per videogiochi, busti romani, centri commerciali abbandonati, elementi della cultura giapponese tutti conditi con l’uso di sfumature sul viola / rosa. A differenza delle immagini classiche del genere, Svccy tende a una variante più oscura e introspettiva. Le sue immagini riflettono la condizione umana nella società di oggi. La figura umana è rappresentata da statue spesso senza volto o coperte da oggetti, che simboleggiano la totale mancanza di identità dell’individuo, soggiogata dalla tecnologia e dalla società ultra consumistica. La realtà in cui vive l’uomo è inautentica e irreale basata su modelli comportamentali imposti dai mass media, i cui stili di vita sono controllati attraverso la moda e la pubblicità, facendoci credere di vivere una vita libera e autodeterminata quando in realtà è solo un’illusione. La modellazione di un’identità unica è promessa quando in realtà si impone un unico modello per conformarvisi in maniera seriale. Dialoga tra la fisicità dell’opera fisica e l’animazione dell’opera NFT, con una maestria tecnica eccezionale. Giovane artista che vanta già numerose collaborazioni e premi: Premio Osservatorio Cultura Lavoro al Connexion Festival Rome; Vincitore di Teelent Varese Mostra personale; Finalista XIV Premio “Sergio Fedriani”; Finalista Varese Design Week Teelent.
Finestra aperta sui linguaggi del futuro, l’intera produzione dell’arte digitale in Italia nel 2023 è stata “analizzata” da quattro addetti ai lavori d’eccezione – Chiara Canali, Valentino Catricalà, Rebecca Pedrazzi, Domenico Quaranta, coadiuvati da Davide Sarchioni (direttore artistico di Var Digital Art) – individuando una rosa di 12 artisti, tra emergenti, mid-career ed established, che più di altri si sono distinti nel 2023, sia consolidando ricerche pionieristiche già emerse da tempo, sia dando forma a nuove prassi e alfabeti visivi.
Gli artisti selezionati per il VDA Award 2023 sono: Luca Pozzi (Milano, 31 gennaio 1983), Chiara Passa (Roma, 1973), Federica Di Pietrantonio (Roma, 1996), Domenico Dom Barra, Debora Hirsch (San Paolo – Brasile, 1967), Martin Romeo (Carrara, 1986), Rino Stefano Tagliafierro (Piacenza, 1980), Davide Maria Coltro (Verona, 1967), Matteo Succi in arte Svccy (Ravenna, 1997), Danilo Correale (Napoli, 1980), Roberto Fassone (Savigliano, 1986), Kamilia Kard (italo-ungherese nata a Milano).



