Una lite giudiziaria ha portato il Tar del Friuli Venezia Giulia ad annullare l’appalto per la gestione dei migranti che la Prefettura di Trieste ha conferito ad Ors Italia S.r.l.. Il provvedimento è stato impugnato da Ics Rifugiati Onlus difesa dagli avvocati Gianni Zgagliardich, Francesco Quaranta, Elisa Adamic e Romea Bon. L’aggiudicazione è stata disposta con provvedimento del Prefetto di Trieste in data 15.9.2020, essa riguarda il servizio di accoglienza di cittadini stranieri migranti, per 12 mesi, nella struttura demaniale di Monrupino con capienza massima di 95 posti, è st
ata contestata anche l’ammissione alla gara disposta a favore del secondo graduato il raggruppamento Versoprobo scs e Luna scs.
La ricorrente è stata collocata al terzo posto della relativa graduatoria con 60,95 punti, mentre la prima e la seconda hanno ottenuto, rispettivamente, 89,20 e 64,70 punti e ritiene che aggiudicataria e seconda classificata, sarebbero dovute essere entrambe escluse dalla gara e comunque che è stato loro attribuito un punteggio eccessivom inotre contesta anche ci sarebbero alcuni profili di illegittimità nella procedura. Circa la posizione dell’aggiudicataria, è stato documentalmente provato che alla data di scadenza del termine per la presentazione delle offerte (16.8.2019) essa era inattiva, come emerge dalla visura della Camera di commercio di Roma, da cui risulta che solo in data 8.1.2020 è divenuta attiva, mentre il 3.1.2020 era ancora inattiva; secondo un’ampia giurisprudenza, lo stato di inattività di un’impresa è preclusivo alla possibilità di concorrere ad una gara per l’aggiudicazione di un pubblico appalto. Circa la posizione della seconda graduata, i giudici amministrativi hanno ritenuto fondato il motivo con cui si osserva che “l’offerta tecnica da essa presentata è generica, stereotipa, approssimativa ed intrinsecamente incoerente e discordante rispetto alle indicazioni della lex specialis ed alle specifiche esigenze che dovevano essere garantite per lo svolgimento del servizio di accoglienza; soltanto per un monte ore complessivo di 200 ore annuali del medico “a chiamata”, anziché con la presenza del medico per 12 ore settimanali, come previsto nello schema di domanda La decisione è stata presa dal collegio giudicante composto dai magistrati: Oria Settesoldi, (Presidente), Lorenzo Stevanato (Consigliere, Estensore) e Luca Emanuele Ricci, Referendario



