Si è concluso con una condanna a 5 mesi il processo scaturito da un’operazione di controllo, messa in atto alla fine del 2018 dai Carabinieri Forestali di Colorno in un capannone ubicato in Via Tobagi a Torrile.
I militari ricevettero la segnalazione che nel sito erano ammassati decine di elettrodomestici usati di ogni tipo: lavatrici, aspirapolveri macchine da caffè, altoparlanti, stampanti, che stando alle accuse vengono classificati come RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e quindi dovrebbero essere trattati con modalità ben definite dalle norme del settore, ma non mancavano anche oggetti di altro tipo, come ad esempio stoviglie e mobili.
Il capannone risultò essere di proprietà di un’azienda di credito ma, stando alle accuse, di fatto sarebbe stato nella disponibilità di un sessantatreenne residente nella Bassa Parmense, per individuarlo i militari coordinati dal pubblico ministero Fabrizio Pensa ricorsero anche a delle fototrappole.
La gestione di quei materiali non fu ritenuta conforme e questo è costato una denuncia a carico dell’uomo, in prima battuta il procedimento si è concluso con l’emissione di un decreto penale di condanna con il quale fu comminata una sanzione di 7450 euro.
L’ uomo ha impugnato la decisione ed il relativo processo (di primo grado) è iniziato al davanti al giudice monocratico Annalisa Dini (pm Marirosa Parlangeli), poi a causa del trasferimento del magistrato è terminato davanti al giudice Livio Cancelliere (Pm Rino Massari). L’imputato è stato assistito dalla law firm Paolo Furlotti.
Salvatore Pizzo




