
Nello storico tempio del sapere parmigiano, in una cornice composta da 800mila volumi, è stata presentata al pubblico la collana “Parma, i Musei del Cibo. Tra storia e territorio”. Le guide edite da Grafiche Step saranno in edicola da sabato 5 settembre con Gazzetta di Parma, per sette settimane. I libri approfondiscono le origini e le peculiarità dei prodotti dei sei Musei del Cibo (Prosciutto, Parmigiano Reggiano, Salame, Vino, Pasta, Pomodoro) e del Museo dell’arte olearia Agorà Orsi Coppini. Nel Salone Maria Luigia della Biblioteca Palatina, ha condotto l’incontro Albino Ivardi Ganapini, vicepresidente dei Musei del Cibo della provincia di Parma: “I Musei del Cibo non sono nati a caso, bensì all’interno di un programma complessivo di valorizzazione del territorio che vede tuttora il circuito come un unicum a livello nazionale”. Giancarlo Gonizzi, coordinatore dei Musei del Cibo della provincia di Parma e curatore della collana, ha narrato la genesi del progetto, che vuole essere “un viaggio, un percorso che parte dalle colline di Langhirano e arriva fino alla Bassa, a San Secondo”. Ogni guida è composta da un centinaio di pagine a colori che propongono vere e proprie “esperienze di visita in forma di libro – prosegue Gonizzi – tra cultura, natura e produzione dei prodotti”. E se l’uomo ha da sempre bisogno di storie “questi volumi – ha spiegato Mariagrazia Villa, autrice e giornalista – sono stati volutamente scritti in tono colloquiale e pop, da leggere preferibilmente prima della visita”.
A sottolineare la quantità di documenti e materiali provenienti dall’Archivio di Stato, esposti e fotografati nei Musei è stato Graziano Tonelli, direttore dell’Archivio di Stato di Parma, mentre Giovanni Ballarini, presidente onorario dell’Accademia Italiana della Cucina, ha sottolineato l’importanza della memoria della tradizione culinaria e del legame tra prodotto e paesaggio: “Mai come in questa epoca abbiamo avuto paura del cibo e questi libri sono adatti per fugare ogni dubbio”. A parlare infine della figura del “gastronomo” è stato Andrea Fabbri, presidente del Master Comet Cultura, organizzazione e marketing dell’enogastronomia territoriale dell’Università di Parma: “Con un ruolo chiave per il marketing territoriale, i gastronomi che formiamo conducono in un percorso polisensoriale, all’interno dei Musei del Cibo, il turista che oggi vuole fare sempre più turismo esperienziale”.
Per l’occasione è stata allestita in Palatina un’esposizione di antichi testi di gastronomia, a cura di Luigi Pelizzoni.
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