Quattro persone sono state arrestate dalla Polizia per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione a Reggio Emilia, si tratta di due coniugi cinesi e due conviventi, una donna anche lei cinese ed un 57enne italiano. Gli inquirenti durante le indagini hanno rilevato movimenti sospetti intorno ad un appartamento in pieno centro ad Imola dove si prostituivano donne cinesi provenienti da altre città, che in pratica vivevano recluse nella casa dove esercitavano la prostituzione, senza quasi mai uscire.
Dice una fonte giudiziaria: “L’attività delle donne veniva pubblicizzata mediante annunci su quotidiani locali, giornali specializzati e siti internet dove i recapiti telefonici da contattare, venivano associati alle immagini di avvenenti giovani “massaggiatrici” asiatiche nude o seminude, mai corrispondenti, peraltro, alle donne effettivamente impiegate nell’attività di prostituzione”. Tali annunci hanno permesso di localizzare nella città di Reggio Emilia il “centralino” che rispondeva alle telefonate dei clienti ed in breve individuare altre case dove si svolgeva la prostituzione a Castel San Pietro Terme, Bologna e Modena. Le due donne, secondo le accuse, prendevano i contatti con i clienti, comunicando loro l’arrivo delle prostitute che, solitamente, non erano nemmeno in grado di parlare la lingua italiana e ricevevano il resoconto delle prestazioni eseguite e l’entità degli incassi al termine della giornata. I due uomini si occupavano invece di andare periodicamente negli appartamenti a rifornire le prostitute di quanto necessario e a ritirare gli incassi dell’attività di prostituzione che, solo in parte, venivano rimessi alle prostitute, mediante Money transfert verso i loro paesi d’origine. Molti i clienti, che imbarazzati, sono stati convocati dalla Polizia quali testimoni.
{fcomment}



