
Si è conclusa nei giorni scorsi in Tribunale a Parma una vicenda giudiziaria in cui era implicato un alto esponente del Pd del nostro territorio, il quale dopo aver ricevuto un decreto penale di condanna lo ha impugnato, ottenendo l’assuluzione perchè nel frattempo la legge ha depenalizzato il reato di falso in scrittura privata che gli veniva contestato: i fatti contestati dalla Procura della Repubblica all’alto esponente del Pd risalgono al 27 gennaio del 2010 e sarebbero avvenuti a Bedonia. Tutto è scaturito dalla denuncia di una donna, la quale asseriva che una sua proprietà in Val Gotra sarebbe stata data in locazione a sua insaputa in quanto non aveva mai sottoscritto alcun contratto, secondo gli inquirenti quella firma poteva essere falsa ed individuarono come possibile responsabile proprio l’alto esponente del Pd. La vicenda è costata all’esponente del Pd un decreto penale di condanna, che disponeva il pagamento di una sanzione di 15mila euro, l’atto fu emesso il 3 maggio 2013 dal giudice Alessandro Conti, decisione rispetto alla quale l’alto dirigente del Pd, difeso dall’avvocato Gianluca Paglia, ha fatto opposizione e nei giorni scorsi il giudice monocratico Gabriele Nigro ha emesso una sentenza di assoluzione, perchè il reato contestato non è più previsto dalla legge come tale. Una depenalizzazione che è stata voluta lo scorso mese dal governo Renzi. Nel processo l’accusa era sotenuta dal Pm Milena Arnone.
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