
Confcommercio e il gruppo ristoratori lanciano un progetto destinato a chi predilige una alimentazione vegetariana o vegana. Un’occasione, comunque, per valorizzare la cultura del territorio e il chilometro zero, patendo proprio dalle ricette e dai prodotti locali. Pietanze sane e gustose, tramandate di generazione in generazione, da riscoprire con piccole variazioni. Protagonisti sono i ristoratori che offriranno (dall’autunno), accanto ai piatti tradizionali, un menù dedicato a chi non vuole carne o prodotti di derivazione animale. Segno dei tempi e delle nuove sensibilità nella nutrizione.
La cucina “vegana” oggi può apparire di frontiera ma è destinata ad affermarsi velocemente. I dati di previsione che ipotizzano che, nel 2050, metà della popolazione mondiale sarà vegetariana. E non è certo trascurabile la percentuale dei “vegani”.
Lo dicono chiaramente anche le statistiche più aggiornate sui consumi.
Infatti, in controtendenza agli acquisti alimentari che sono crollati ai minimi da oltre trent’anni con la crisi, vola la spesa “green” che raggiunge un fatturato record di quasi 20 miliardi di euro nel 2013, in aumento del 65% sul 2007, con sempre più italiani che mettono nel carrello prodotti locali a chilometri zero, cibi biologici, alimenti sfusi senza imballaggi da smaltire in discarica o specialità a denominazione di origine che conservano la biodiversità sul territorio nazionale.
E nel nostro paese siamo in ritardo rispetto al resto d’Europa. Questo nonostante la percentuale di vegetariani e vegani sia in continua crescita. Un piccolo popolo che, secondo il rapporto Eurispes 2014, comprende il 7,1% della popolazione: circa 4,2 milioni di persone, contro 3 milioni e 720mila del 2013. Nel dettaglio, spiega Eurispes, il 6,5% degli intervistati si è dichiarato vegetariano, lo 0,6% vegano.
La scelta “veg” in crescita non è solo una tendenza nostrana. Si stima che nel mondo vegani e vegetariani siano circa un miliardo. In India, la patria del vegetarianesimo anche per motivi religiosi,circa il 30% della popolazione è vegano o vegetariano. In Europa è la Germania il Paese più veg (7 milioni di persone). In Gran Bretagna lo è circa il 5% e, secondo i dati della British Vegetarian Society, sono almeno 2mila le persone che ogni settimana scelgono di diventare vegetariani.
“La tendenza si fa strada – conferma la Confcommercio – e dunque abbiamo voluto riservare, anche nei nostri locali, attenzione anche a chi cerca nuovi stili alimentare e di vita. Sempre più la città vuole puntare sul turismo, e con Expo alle porte abbiamo deciso di far partire questo progetto. Questa proposta vuole rivolgersi a chi, oggi, non trova una risposta adatta al suo “gusto” nei nostri ristoranti. E’ una iniziativa vantaggiosa tanto per i clienti quanto per le imprese”.
I locali che aderiranno saranno riconoscibili da una vetrofania, ben visibile all’esterno e richiamata sui menù. “Inoltre – spiegano da Palazzo Vidoni – prepareremo una guida dedicata e organizzeremo momenti formativi per gli nostri chef. Non mancheranno poi appuntamenti per i nostri clienti”. Per ora alla Confcommercio stanno raccogliendo le adesioni, da tutto il territorio. E invitano chi volesse partecipare a confermare la propria disponibilità (ref. Simona Visioli, tel. 0372 567623- formazione@confcommerciocremona.it).
“Quella di aprirsi al vegano – conferma la Associazione di via Manzoni – è una scelta al passo con i tempi .Nel 2013 la parola vegan ha raggiunto il valore 100 nei Google Trends e è stata più cercata della parola viaggio. Crediamo che sia possibile conciliare il gusto, con ricette preparate senza prodotti di derivazione animale. Così da soddisfare le esigenze di tutti. Vogliamo che mangiare nei nostri locali sia un’esperienza positiva, divertente, colorata che porti ad aprirsi a culture diverse. Ma è anche un modo per far uscire la cucina vegetariana o vegana fuori dalla nicchia in cui fino ad oggi molto spesso è stata chiusa.
“Anche in questo modo – concludono i promotori – vogliamo rendere ancora più qualificata l’accoglienza delle nostre imprese. Offriamo menù vegani aprendoci a una nuova cultura senza necessariamente ghettizzarla nei pochi locali specializzati. Inoltre è un’occasione in più per arricchire e variare l’alimentazione, per favorire il turismo e il territorio”. Diceva, a metà del Seicento, lo scrittore François VI, duca di La Rochefoucauld, principe di Marcillac “Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte”. Ciascuno seguendo i propri gusti.
Confcommercio Cremona
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