Parma Calcio, Pastorello ha chiesto di patteggiare

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Parma Calcio, Pastorello ha chiesto di patteggiare

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Ha chiesto di patteggiare la pena Gian Battista Pastorello, residente a Lugano, imputato nella sua qualità di ex presidente dell’Hellas Verona in uno dei tanti filoni giudiziari del crack Parmalat, oramai risalente a circa13 anni fa. Pastorello, per il tramite del suo legale, ha raggiunto un accordo con il pubblico ministero Paola Dal Monte per un patteggiamento della pena ad un anno e 6 mesi con il beneficio della sospensione condizionale. Secondo gli inquirenti della Procura di Parma l’Hellas Verona era occultamente controllata da Calisto Tanzi, l’ex patron della Parmalat che controllando già il Parma Calcio non poteva detenere un’altra squadra di serie A e stando alla tesi accusatoria, per questo avrebbe agito per il tramite di Pastorello che in passato è stato anche direttore sportivo del Parma Calcio. Pur trattandosi di una materia apparentemente di competenza della sola giustizia sportiva, gli inquirenti di Parma ritengono che ciò avrebbe contribuito ad ingigantire il dissesto finanziario di quello che fu il Parma A. C. e quindi della Parmalat di cui la società calciastica era uno dei tanti asset. Davanti al collegio giudicante presieduto da Gennaro Mastroberardino, con a latere Luca Agostini ed Enrico Vernizzi. Il pubblico ministero Paola Dal Monte ritiene che Pastorello, insieme a Calisto Tanzi (l’ex patron della Parmalat giudicato separatamente), che oltre a violare la normativa relativa alla proprietà delle società calcistiche avrebbe compiuto l’operazione fittizia “al solo scopo di rientrare di esposizioni vantate dagli istituti di credito Banca Popolare di Vicenza (4milioni 166mila 128 euro) ed Unicredit (487mila 502euro). Una piccola goccia nei circa 14miliardi di euro che ha bruciato l’intero carck Parmalat. L’accordo di patteggiamento sarà sottoposto al collegio giudicante che però potrebbe non accoglierlo, in quanto vi sarebbe un ostacolo tecnico, questo beneficio di legge potrebbe risultare incompatibile con una vecchia vicenda giudiziaria che riguarda Pastorello, il quale nel 1978 ebbe una pena di 8 mesi e 15gioni per una violazione delle disposizioni sugli oli minerali per vicende avvenute nel 1974.
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