Operazione Imponimento, 147 a processo

Articolo

Operazione Imponimento, 147 a processo

Saranno tutte processate le 147 persone indagate nell’operazione “Imponimento” che un anno fa portò alla luce gli affari della ‘Ndrangheta  nel Canton Ticino ed varie zone della Svizzera. Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro Francesco Vittorio Rinaldi che ha esaminato le posizioni degli indagati ritenuti a vario titolo legati al clan Anello-Fruci che ha come sue roccaforti Filadelfia e Curinga, due comuni a cavallo tra le province di Vibo Valentia  e Catanzaro. In 69 sono stati ammessi al rito abbreviato, ciò comporterà solo un esame documentale senza l’audizione di testimoni, la prima udienza è prevista per il prossimo 28 luglio nell’aula bunker di Lamezia Terme. La brevità di questo particolare rito processuale offre a coloro che lo richiedono la riduzione di un terzo delle pene in caso di condanna, la fine delle udienze è prevista per il prossimo mese d settembre.  Il resto degli imputati verrà giudicato con il rito ordinario davanti al Tribunale collegiale di Vibo Valentia in questo caso l’inizio è previsto per il 29 settembre. Tra le accuse contestate, a seconda delle singole posizioni, ci sono l’associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, corruzione, estorsione con l’aggravante della mafiosità, turbativa d’asta, truffe e reati ambientali. Dei 147 indagati 75 furono quelli arrestati. Le attività investigative sono durate circa 4 anni, coordinate dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro e dalla Procura della Confederazione Elvetica, è stato necessario l’impiego di complessivi 720 investigatori, italiani e svizzeri, confluiti in una squadra investigativa comune presso Eurojust, il loro lavoro è stato aiutato dalle dichiarazioni di ben 29 collaboratori di giustizia che hanno rivelato segreti importanti. Durante le indagini tra Calabria e Svizzera è stato sequestrato anche un vero e proprio arsenale composto da fucili, carabine, kalashnikov, pistole di diversi calibri e munizionamento di vario tipo. Il valore dei beni sequestrati ammonta a circa 169 milioni di euro (pari 185milioni e 275 mila franchi), composto da 124 terreni, 116 fabbricati, 26 società, 19 ditte individuali, 84 automezzi, 2 moto e diversi rapporti bancari e finanziari tra Italia e Svizzera. 

 
Back To Top