
Tocca anche il Canton Ticino l’operazione “Golden Bank”, un’indagine italiana svolta dalla Guardia di Finanza e coordinata dai pubblici ministeri Vittorio Nessi e Alberto Benso della Procura della Reubblica di Torino: otto persone sono finite agli arresti, quattro in carcere ed altrettante ai domiciliari, altre quindici sono indagate a piede libero. Gli indagati avrebbero truffato imprenditori in difficoltà, che erano alla ricerca di linee di finanziamento per i propri progetti d’impresa. L’accusa a carico degli indagati è quella di associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità e finalizzata a sistematiche truffe finanziarie. Gli investigatori hanno anche sequestrato una Ferrari, una Range Rover, tre orologi d’oro e immobili per un valore complessivo di 1,4 milioni di euro tra Italia, Ungheria e Svizzera. Tra gli arrestati c’è anche A. M. vice Comandante Generale della Co.S.Int. (Corpi Sanitari Internazionali – Croce Rossa Garibaldina) ed ex consigliere della CIA “Cooperazione internazionale antiterrorismo”, società attiva dal 2008 al 2012 e che aveva sede a Lugano, attualmente era direttore generale della C.S.I. Criminal Service Investigations, con sede a Kerns. Secondo le ipotesi accusatorie Morrone avrebbe agito tramite la società ungherese Uvb Banco Zrt di Budapest e la “gemella” Uvb Banco Indonesia. L’inchiesta ha preso il via un anno fa a seguito di una segnalazione dell’Unità di informazione finanzairia della Banca d’Italia, ma la ricostruzione delle attività è stata possibile grazie ad alcune rogatorie internazionali avviate dalla magistratura italiana con la Svizzera. Gli ideatori del raggiro avrebbero promesso finanziamenti elevatissimi, con tassi vantaggiosi, a uomini d’affari italiani e stranieri. Per adesso le vittime accertate sarebbero una trentina che hanno versato circa sei milioni di euro con la speranza di ottenere fondi per 200 milioni.
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