E’ il marito della 31enne operatrice sociosanitaria di Prato, agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale per induzione e atti sessuali con minore, il padre del figlio primogenito della coppia. La conferma è arrivata dal test del Dna sul bambino che ha 11 anni. L’esame era stato richiesto dagli inquirenti così come quello eseguito sul secondo figlio che l’indagata ha partorito sette mesi fa, e ha confermato che il padre del neonato è il ragazzo a cui dava ripetizioni e che ora ha 15 anni. Anche il marito della donna è indagato, viene contestata l’ipotesi di reato di alterazione di stato civile perché, secondo l’accusa, avrebbe riconosciuto il neonato pur sapendo che il padre fosse il ragazzo. Secondo quanto ha riferito il procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi la donna avrebbe minacciato il ragazzino che non voleva più avere rapporti sessuali con lei. Il procuratore ha spiegato che la donna nel coso delle indagini avviate l’8 marzo scorso, avrebbe tentato nuovi approcci con la presunta vittima dei suoi reati.




