LA BIBBIA RIVEDUTA E SCORRETTA
uno spettacolo scritto da Davide Calabrese, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli
musiche di Lorenzo Scuda
interpretato da Gli Oblivion, Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli
scene e costumi di Guido Fiorato
luci di Aldo Mantovani
coreografie di Francesca Folloni
regia di Giorgio Gallione
una produzione Agidi
Famosi per le parodie di canzoni e racconti celebri, come la leggendaria versione dei “Promessi Sposi in dieci minuti” o i memorabili mash-up come “Lady Gaga vs Johann Sebastian Bach”, e ispirati da artisti quali il Quartetto Cetra, Giorgio Gaber, Rodolfo De Angelis e i Monty Python, il gruppo degli Oblivion, formato da Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli, torna al Teatro Arena del Sole di Roccabianca, sabato 15 dicembre alle ore 21.15, con il nuovo show “La Bibbia riveduta e scorretta”, il suo primo musical scritto con musiche completamente inedite. Concepito come uno spettacolo per tutti, già il titolo ne suggerisce la trama, che ruota attorno alla storia del tipografo tedesco Johannes Gutenberg, iniziatore dell’Età Moderna grazie all’invenzione della tecnica a stampa dei caratteri mobili. È nella Germania del 1455 che Gutenberg pubblica la Bibbia, il primo libro della storia stampato con la rivoluzionaria invenzione, dal contenuto ideale e sfaccettato per gli Oblivion, che non perdono l’occasione per tessere un vero e proprio intreccio comico, rivisitando il testo sacro e rendendo partecipi gli stessi personaggi biblici, che intervengono all’interno del racconto. Tra diatribe sconfinate e pareri discordanti nello stile dell’opera, nella tipografia gutenberghiana si avvicendano le vicissitudini più conosciute dell’Antico e del Nuovo Testamento. Il testo teatrale, scritto da Calabrese, Scuda e Vagnarelli, rende originale uno dei testi storici più classici arricchendolo di un’abile e sagace tocco di leggerezza. Cruciali nello show sono le ventidue composizioni inedite, scritte da Lorenzo Scuda, che rendono omaggio alle pagine musicali militanti nella storia del musical dagli anni Venti ad oggi, quali quelle di Cole Porter o Stephen Sondheim, imperniate da una commistione di effetti, generi e strumenti musicali, come chitarre heavy metal, sintetizzatori e sonorità barocche, jazz ed elettroniche. Versatili, bizzarri, innovatori e mai prevedibili, grazie anche al loro considerevole bagaglio culturale e alle poliedriche esperienze che vanno dal mimo alle esibizioni circensi, dal teatro di rivista al musical, gli Oblivion lasciano il pubblico sbalordito, riuscendo a instaurare un dialogo continuo con la platea. I cinque artisti prediligono la sperimentazione, la curiosità, la voglia di avventura e l’ispirazione e hanno le qualità adatte ad un performer che ha l’obiettivo di arrivare direttamente al cuore degli spettatori.



