In Francia, l’infedeltà non è più immorale

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In Francia, l’infedeltà non è più immorale

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28 gennaio 2016 – È ufficiale, in Francia l’infedeltà non è più un atto contro la morale.

Lo dichiara la Corte di Cassazione francese nella sentenza sul caso Point de vue, magazine citato per diffamazione dal deputato Patrick Devedjian per averne insinuato la relazione extraconiugale con la allora giornalista – e oggi ex moglie di Francois Hollande – Valérie Trierweiler.

Poco importa che l’affair tra Devedjian, sposato e padre di 4 figli, e la Trierweiler si sia o meno consumato: a fare scalpore è la sentenza a dir poco rivoluzionaria, che spoglia il paese di qualsiasi vestigia moralista e lo proietta definitivamente nella più totale laicità: “con l’evolversi delle abitudini così come dei concetti morali, ad oggi non è più possibile considerare l’infedeltà coniugale come in contrasto con la comune rappresentazione della moralità nella società contemporanea”. L’infedeltà non è quindi diversa da qualsiasi altra forma di libertà di espressione, tant’è che gli opinionisti francesi già si interrogano su quanto tempo passerà prima che esca per sempre dalla lista delle cause che giustificano un divorzio.

Ma questo non è che l’epilogo di un dibattito tra infedeltà e morale e che ha incendiato il paese sin dallo scorso febbraio 2015, quando il colosso del tradimento online Gleeden.com – il più grande sito d’incontri in Europa dedicato esclusivamente a donne sposate o in coppia in cerca di avventure – ha fatto infuriare le associazioni familiari cattoliche per aver tappezzato Parigi di manifesti pubblicitari inneggianti in modo non proprio sottile all’infedeltà coniugale.

Ma se in Francia l’infedeltà coniugale è stata definitivamente sdoganata, cosa si può dire per l’Italia?

Con il Family Day ormai alle porte e il disegno di legge Cirinnà sulla soglia del parlamento, Gleeden si è interrogato sulla famiglia tradizionale e sul reale valore della fedeltà all’interno del matrimonio, raccogliendo dati a dir poco sorprendenti.

ITALIANI E INFEDELTÀ: SI FA MA NON SI DICE? NON PROPRIO…

45%. È questa la percentuale di italiani – sposati o in coppia – che ha dichiarato di aver tradito il partner ufficiale almeno una volta. Percentuale che risulta essere la più alta d’Europa. Lo dichiarano i dati raccolti da un sondaggio IFOP (Istituto francese di opinione pubblica), commissionato qualche mese fa da Gleeden su scala europea.

A sorpresa, la cattolica Italia risulta essere il paese con il più alto tasso di relazioni extraconiugali, superando persino la Francia (43%), la Gran Bretagna (36%) e la cattolicissima Spagna (39%). Non a caso è il paese in cui Gleeden conta oltre 800.000 iscritti, quasi un terzo della sua community totale.

Ma i dati vanno ancora oltre: alla domanda “ti sei pentito/a di aver tradito il partner?” solo un 27% di italiani ha risposto sì contro il 73% di no. E anche stavolta la percentuale è la più alta d’Europa (Francia e Germania 28%, Spagna 36% e Gran Bretagna 50%). Non solo fedifraghi quindi, ma pure impenitenti.

Ma quale valore morale danno gli italiani all’infedeltà? Perché se cedere alle lusinghe di un amore clandestino può essere prassi comune, farlo diventare moralmente accettabile è tutta un’altra storia.

Ancora una volta i dati sorprendono e dipingono un quadro del nostro paese molto più laico di quello che si pensa. Stavolta i numeri vengono da un sondaggio dell’americana Pew Research, condotto su scala mondiale: se è vero che il 64% degli italiani pensa che l’infedeltà sia moralmente inaccettabile, la percentuale risulta comunque tra le più basse del mondo. Negli Stati Uniti, ad esempio, ben l’84% condanna pubblicamente il tradimento, così come il 76% dei Britannici. A confronto, l’Italia sembra un popolo di libertini, superato solo da Francia (47%) e Germania (60%).

Altri due dati raccolti da IFOP sembrano avvalorare questa tesi: per il 56% degli italiani si può essere innamorati del proprio partner e tradirlo senza tanti complimenti, tant’è che il 40% ha dichiarato di essere stato quasi sicuramente tradito almeno una volta.

Ma Gleeden è andato ancora oltre, coinvolgendo l’IPSOS per un focus tutto italiano. Nel suo Osservatorio Infedeltà, Gleeden riporta che per il 63% degli italiani è del tutto possibile amare due persone contemporaneamente, con un 21% degli intervistati che ha rivelato una stabile e duratura relazione con l’amante contro un 41% di avventure occasionali. Anzi, il 43% si aspetta addirittura di essere perdonato dal partner qualora ne scopra la scappatella.
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