“Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso”, lo spettacolo rivelazione della compagnia bolognese Kepler-452, sarà in scena sabato 18 gennaio alle ore 21.15 al Teatro di Ragazzola. Il capolavoro di Čechov viene presentato in un inedito legame tra i personaggi nati dalla fantasia dello scrittore russo all’inizio del ‘900 e due persone reali sfrattate da una casa colonica alla periferia di Bologna, Giuliano e Annalisa Bianchi, presenti nello spettacolo con gli attori della compagnia. La riuscita operazione teatrale, curata dal regista Nicola Borghesi, mette in corto circuito il tempo presente e il tempo teatrale, coinvolgendo testimoni che vivono sulla propria pelle, o hanno vissuto facendone esperienza, quel che l’opera teatrale intende trattare o raccontare. Con questo spettacolo, interpretato da Tamara Balducci e Nicola Borghesi con la straordinaria partecipazione di Lodo Guenzi, frontman della band Lo Stato Sociale, la compagnia Kepler-452 ha vinto il premio Rete Critica ottenendo forti consensi dalla stampa e dal pubblico dei maggiori teatri italiani. Ne “Il giardino dei ciliegi” Anton Čechov immagina che in un anno non definito di fine Ottocento il giardino dei ciliegi di Ljuba e Gaev, proprietari terrieri nella Russia prerivoluzionaria, vada all’asta per debiti insieme alla loro casa. Ad acquistarlo è Lopachin, ex-servo della gleba arricchitosi dopo la fine della schiavitù, rampante rappresentante della borghesia in ascesa. Il centro del dramma è la scomparsa di un luogo magico, profondamente impregnato delle vite di chi lo abita, che in questa rilettura dell’opera di Čechov diventa il luogo della coppia. I componenti di Kepler-452, Nicola Borghesi, Paola Aiello ed Enrico Baraldi, hanno cominciato, come sono soliti fare, a scavare nelle pieghe della loro città, Bologna, alla ricerca del loro Giardino dei ciliegi. «Tra i moltissimi incontri che abbiamo fatto nel corso della nostra indagine – raccontano − ce n’è stato uno che ha cambiato definitivamente il corso delle prove e, inaspettatamente, delle nostre vite: quello con Giuliano e Annalisa Bianchi, che per trent’anni hanno vissuto in una casa colonica concessa in comodato d’uso gratuito dal Comune nella periferia di Bologna. Giuliano e Annalisa Bianchi per trent’anni si sono occupati di due attività principali: il controllo della popolazione dei piccioni e l’accoglienza di animali esotici o pericolosi. Si attiva così un ménage strano, marginale, meraviglioso: convivono in casa Bianchi babbuini, carcerati ex 41-bis in borsa lavoro, una famiglia rom ospite, boa constrictor. Trent’anni, come ci dicono Giuliano e Annalisa, di pura felicità». Finché nel 2015 si avvicina il momento dell’apertura, proprio di fronte al loro giardino dei ciliegi, di un grande parco a tema agroalimentare. In coincidenza con l’avvicinarsi dell’apertura del parco i Bianchi ricevono un avviso di sfratto. La magia di questo contemporaneo Giardino dei ciliegi – gli animali, le relazioni, gli affetti – cessa improvvisamente di esistere in una mattina di settembre. «Una storia – continuano gli autori – così lontana nel tempo e nello spazio da quella di Gaev e Ljuba eppure così simile nella sua essenza». Nicola, Paola ed Enrico hanno trascorso molto tempo con i Bianchi, cercando di capire che cosa fosse successo e quale sia la loro posizione rispetto alla vicenda che li ha travolti, provando a innamorarsi senza perdere la lucidità. Dopo un lungo corteggiamento sono riusciti a convincerli ad andare in scena, a vestire i panni di Ljuba e Gaev e a raccontare, insieme agli attori, la storia dello sgombero e del loro incontro. «Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso» vuole essere un’indagine «su dove oggi si sia posata la dialettica tra illuminismo e magia, tra legge e natura, e su dove ci troviamo noi. Forse, più semplicemente, è la storia di un incontro».

Il giardino dei ciliegi al Teatro di Ragazzola
Immagini video dello spettacolo: www.youtube.com/watch?v=7_9_LUQaWHw



