Il capo dell’Invalsi al meeting ciellino, ma Fdi non doveva smontare il carrozzone?

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Il capo dell’Invalsi al meeting ciellino, ma Fdi non doveva smontare il carrozzone?

“Abolire le prove Invalsi. 7 milioni all’anno è una spesa folle. Non ne abbiamo bisogno”, così tuonava in una dichiarazione riportata da la Tecnica della Scuola nel luglio del 2022 la senatrice Carmela Bucalo, detta Ella, attualmente componente della commissione Istruzione di Palazzo Madama e all’epoca responsabile scuola di Fratelli d’Italia.

Almeno in questi primi 10 mesi di legislatura gli esponenti del principale partito di governo non hanno ancora provveduto a contenere l’attività di questo ente e di chi lo gestisce, la legislatura non è ancora finita e quindi staremo a vedere se saranno coerenti con quanto fino a un anno fa ci dicevano.

I recenti segnali non sono certamente positivi chi gestisce l’Invalsi pare ritenere il pericolo non imminente, passata una fase di eclissamento durata alcuni mesi probabilmente dovuta al cambio di governo, si nota nuovamente una certa visibilità mediatica, evidentemente nei corridoi dei palazzi hanno percepito la rassicurazione che almeno per adesso il carrozzone rimane lì così com’è, la riprova è il recente invito al noto meeting ciellino che ogni anno si tiene a Rimini dove è intervenuto il presidente dell’ente statistico Ricci. Una tipologia di invito che non si ottiene se non si è graditi a quelli che contano.

L’invalsi svolge la sua attività in spregio alle più elementari regole del diritto: non prevede di pagare le persone alle quali viene estorto il lavoro di data entry dei quiz a crocette nella scuola primaria. I soggetti che sono piazzati in esso discettano con aria competente di “livelli di apprendimento”, eppure sono gli stessi che fanno strame di una delle più elementari regole del vivere civile: remunerare il lavoro.

Salvatore Pizzo

Coordinatore Gilda degli Insegnanti Parma e Piacenza

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