Giovane prostituta bruciata viva in riva al Po, processo da rifare

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Giovane prostituta bruciata viva in riva al Po, processo da rifare

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Paola Burci una 19enne di nazionalità rumena fu bruciata viva in un’area golenale nei pressi di Zocca di Ro, a cavallo tra le province di Rovigo e Ferrara, ma prima di diventare una torcia umana fu ridotta in fin di vita all’interno di un furgone a colpi di forcone e martello oltre che con calci e pugni. Il ritrovamento dei suoi poveri resti avvenne casualmente il 24 marzo del 2008, l’identità fu scoperta solo grazie ad un’unghia. Per quell’omicidio la Corte d’Assise di Ferrara condannò all’ergastolo Sergio Benazzo, 39 anni, idraulico di Villadose (Rovigo), e di Gianina Pitroescu, 39 anni, ma la sentenza è stata annullata perché la Cassazione ha stabilito che la competenza territoriale è del tribunale di Rovigo e quindi il processo si dovrà rifare in quella città. La ragazza si prostituiva a Ferrara e veniva ospitata in casa della Pitronescu a Villadose (Rovigo), secondo la ricostruzione accusatoria sarebbe stata eliminata perché avrebbe tentato di uscire dal mondo della prostituzione. La giovane si sarebbe innamorata di un cliente, dopo di ciò i due presunti aguzzini l’avrebbero consegnata ad un gruppo di albanesi. Complici dei due sarebbero, secondo gli inquirenti, anche altre persone tuttora non identificate.
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