La quasi omonimia di un candidato leghista al consiglio comunale di Udine con il senatore Antonio Pittoni, anch’egli della Lega e candidato nella stessa lista per il rinnovo del civico consesso della città friulana, ha fatto “perdere” all’aspirante consigliere Antonio Pittioni alcune preferenze erroneamente attribuite al parlamentare. Pittioni si è rivolto al Tar chiedendo il riconteggio dei voti di cinque seggi elettorali ed ha così recuperato alcuni suffragi che gli consentono di essere tra gli eletti. In prima battuta era risultato il quarto dei non eletti con 42 preferenze, mentre l’ultima eletta nella lista della Lega Nord era Elisa Battaglia con 53 preferenze. Il ricorrente aveva chiesto la verifica e il riconteggio dei voti delle sezioni 49, 61, 62, 71 e 83, quindi dal nuovo spoglio è risultato che a Pittioni dovevano essere attribuiti altre 15 preferenze, totalizzando così complessivi 57 voti ha superato Battaglia che ne ha totalizzati 53. Nel contempo, i giudici amministrativi hanno rilevato che le preferenze che risultavano erroneamente riferite a Mario Pittioni devono essere ridotte a 161, prima erano 176, una variazione che si rivela ininfluente riguardo alla posizione del senatore. Nel giudizio non si sono costituiti né il Comune di Udine che è stato condannato a pagare 500 euro di spese legali, né Elisa Battaglia. La sentenza è stata emessa il 7 novembre dai giudici: Oria Settesoldi (Presidente); Manuela Sinigoi, (Consigliere) e Nicola Bardino (Referendario, Estensore). Pittioni è stato difeso dall’avvocato Teresa Billiani.
Salvatore Pizzo



