Il Tar ha annullato l’esito della gara d’appalto della Provincia di Piacenza, relativa ai lavori per l’“estensione al piano terreno dell’impianto di condizionamento” della propria sede. La commissione di gara aveva ritenuto che ci fosse la sussistenza di “indizi gravi, plurimi e concordanti, rilevatori del fatto che le due offerte non fossero state formulate in maniera indipendente”, ipotizzando l’esistenza fra le due concorrenti di un “collegamento sostanziale” con conseguente “imputabilità delle loro offerte ad un unico centro decisionale”. In virtù di tali conclusioni veniva disposta la decadenza della ricorrente dallo stato di “aggiudicatario proposto” che veniva attribuito alla concorrente seconda classificata. La ditta ricorrente impugnava questo esito deducendo l’illegittimità della propria esclusione. La sezione parmense del Tar ha precisato che in questi casi la giurisprudenza ha avuto modo di rilevare che “il semplice collegamento può quindi dar luogo all’esclusione da una gara d’appalto solo all’esito di puntuali verifiche compiute con riferimento al caso concreto da parte dell’Amministrazione che deve accertare se la situazione rappresenta anche solo un pericolo che le condizioni di gara vengano alterate (T.A.R. Sardegna, n. 163/2018)”. Ne deriva che tale valutazione deve fondarsi su una pluralità di indizi gravi, precisi e concordanti, idonei a supportare la determinazione gravata sotto il profilo motivazionale e la sufficienza delle ragioni esposte a sostenere la determinazione assunta, non può che essere sindacabile in giudizio alla stregua dei consueti parametri di ragionevolezza, proporzionalità e logicità. L’importo dichiarato dalle due concorrenti, pari a € 34.985,56, è esattamente quello stimato dalla stessa stazione appaltante nei documenti di gara ed è, altresì, quello esposto dall’aggiudicataria in sede di offerta. Il collegio giudicante è stato composto dai magistrati: Germana Panzironi (Presidente), Marco Poppi (Consigliere, Estensore) e Massimo Baraldi (Referendario). La ditta I.S.E. S.r.l. è stata difesadall’Avvocato Alberto Zito, la Provincia di Piacenza dal legale Giuseppe Manfredi.
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