Chelsea Hotel spettacolo che racconta la storia del rock e della cultura pop del ‘900 (2)

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Chelsea Hotel spettacolo che racconta la storia del rock e della cultura pop del ‘900 (2)

 

chelsea hotel

 

sopra foto@Fabio Montecchio.jp fornita da ufficio stampa Cocchi Ballaria

 

CHELSEA HOTEL
con
Massimo Cotto
Mauro Ermanno Giovanardi (Joe)
e Matteo Curallo

Chelsea Hotel è uno spettacolo teatrale, ma è stato un libro e un dvd. Sul palco ci sono un giornalista narratore, Massimo Cotto, voce storica delle radio italiane, nonché uno dei massimi esperti della storia del rock; un cantante, Mauro Ermanno Giovanardi, il Joe dei La Crus, l’interprete di “Io confesso” che è stato un successo di Sanremo 2011 e alla vigilia della pubblicazione del nuovo disco solista Il mio stile; e un chitarrista -pianista, Matteo Curallo, musicista capace, autore, tra le altre cose, della colonna sonora dell’esordio cinematografico di Simone Gandolfo (anche regista del Chelsea Hotel), “Cose cattive” (2013).

Per chi non lo sapesse, il Chelsea Hotel è il mitico albergo nel quartiere bohemien di Manhattan dove hanno transitato scrittori, musicisti, attori, divi e fan. Ha testimoniato di tragedie e creazioni immortali di grandi geni, spesso squattrinati e ospitati gratis. La camera numero 100 non c’è più ma i pellegrini del punk hanno continuato per anni a bussare per chiedere della stanza dove finì nel sangue la storia d’amore di Sid & Nancy. La camera 822 invece è quella dove svernava Madonna, che una notte ospitò Basquiat.

Al piano di sotto strimpellava Bob Dylan, che aveva rubato il nome al poeta che al Chelsea Hotel era morto alcolizzato, Dylan Thomas. Anche Jack Kerouac e William Burroughs si spingevano fin lì, per andare a trovare Herbert Hunke, il tossico e ladro che aveva ispirato l’Urlo di Allen Ginsberg. Ci sono passati tutti, al Chelsea Hotel: Arthur C. Clarke scrisse 2001 Odissea nello spazio, Andy Warhol ambientò Chelsea Girl con Nico e gli altri suoi ragazzi, Joni Mitchell scrisse Chelsea Morning. E ancora, Dee Dee Ramone dei Ramones, Leonard Cohen, Janis Joplin, Edith Piaf, Patti Smith, Milos Forman, Arthur Miller e Abel Ferrara.
Ora quel Chelsea non esiste più, ha chiuso il primo agosto 2011. È stato venduto per 80 milioni di dollari ai giapponesi e sono in corso i lavori per trasformarlo in un residence di lusso dove si respirerà -come ricorda Cotto alla fine dello spettacolo- ricchezza ma non leggenda.

Lo spettacolo è quindi un omaggio a una storia che purtroppo è finita per sempre.

Passando di stanza in stanza, guidati da Massimo Cotto, si raccontano le storie di chi ha contribuito a scrivere la storia della cultura pop novecentesca, quella della musica, ma non solo. Alternano il racconto le canzoni, alcune delle più belle che sono mai state scritte, delle quali Mauro Ermanno Giovanardi e Matteo Curallo sono interpreti originalissimi: Chelsea Hotel #2 di Leonard Cohen, Femme Fatale di Lou Read, I Wanna Be Your Boyfriend, dei Ramones, La vie en rose, Albergo a ore nella versione di Herbert Pagani, My Waynell’interpretazione che ne fece Sid Vicious, Dancing Barefoot di Patti Smith, Blowing in the wind di Bob Dylan, I Cant Help Falling In Love With You di Elvis Presley e anche Il vinodi Piero Ciampi (uno dei pochi, citati nello spettacolo, che al Chelsea non sono stati, ma che viene evocato per “affinità alcolica”).

Le storie che si raccontano:

Leonard Cohen e Janis Joplin
Sid Vicious e Nancy
Edith Piaf
Patti Smith
Bob Dylan e le sue donne
Arthur Miller, Milos Forman
Dylan Thomas
Valerie Solanas

E si citano anche: Edie Sedgwick, Lou Read, Andy Wharol, Herbert Huncke, Adrian Lyne, Sir Arthur Clark, Allen Ginsberg e Gregory Corso, Jack Kerouac, Alphaeus Philemon Cole, Madonna e Basquiat, Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir, Massimo Cotto.

Le canzoni che si cantano:

Femme Fatale di Lou Reed
I Wanna Be Your Boyfriend, dei Ramones
Chelsea Hotel # 2 di Leonard Cohen
My Way di Frank Sinatra/Sid Vicious
La vie en rose, Edith Piaf
Albergo a ore
Dancing Barefoot di Patti Smith
Blowin’ In The Wind di Bob Dylan
Il vino di Piero Ciampi
I can’t help falling in love di Elvis Presley

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