Il Comune di Pradamano ha impugnato la deliberazione della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia con la quale è stato approvato il parere di compatibilità ambientale, con prescrizioni sul progetto, presentato da Consorzio Estrazione Inerti F.V.G. S.r.l., di coltivazione e ripristino della cava denominata S. Martino (sita nel vicino Comune di Remanzacco, località Prati). Nei giorni scorsi si è espresso il Tar che ha dato torto all’ente: il Comune ritiene che il progetto recherebbe un forte impatto negativo sul territorio comunale e si duole, in ragione di tale rilievo, di non essere stato individuato dalla Regione nel procedimento di valutazione impatto ambientale. Ricorda di avere prodotto le proprie osservazioni e, con esse, di avere fatto presente “che l’apertura della nuova cava avrebbe comportato un notevole incremento del traffico dei mezzi pesanti lungo le vie Mazzini, Pertini e Cussignacco ove sono presenti edifici residenziali, esercizi commerciali e produttivi”, ha chiesto di specificare “l’impatto del traffico potenzialmente insostenibile per il proprio territorio e soprattutto che i contenuti progettuali abbiano natura prescrittiva in sede di autorizzazione dell’intervento in relazione all’uso dei tracciati ivi indicati”, ciò con particolare riferimento all’attraversamento del guado sul torrente Malina. Integrazioni, che sono state recepite in sede di parere di compatibilità ambientale, è stato previsto l’”obbligo, a carico dei conducenti dei mezzi pesanti, di percorrere il guado sul torrente Malina al fine di evitare l’attraversamento del centro abitato di Pradamano”. Il Comune, tuttavia, ritiene inadeguata tale prescrizione anche per la supposta inidoneità statica del guado a sostenere il traffico veicolare. I giudici amministativi hanno ritenuto però l’iter seguito dalla Regione è corretto ed hanno precisato anche che: “Va inoltre disattesa l’istanza istruttoria, formulata dal Comune ricorrente, avente ad oggetto l’auspicato espletamento di una consulenza tecnica d’ufficio riguardante l’idoneità strutturale del guado, perché superflua, contraddetta dalle evidenze documentali e, in ogni caso, del tutto esplorativa”. La decisione è stata presa dal collegio giudicante composto dai magistrati: Oria Settesoldi (Presidente), Manuela Sinigoi (Consigliere) e Nicola Bardino (Referendario, Estensore). Il Comune di di Pradamano è stato difeso dagli avvocati Simonetta Rottin e Nausicaa De Nicolo, la Regione dai legali Beatrice Croppo e Ettore Volpe e il Consorzio Estrazione Inerti F.V.G. S.r.l., dagli avvocati Adriana Battistutta e Mauro Dolegna.



