In Friuli Venezia Giulia c’è stata una lite giudiziaria tra ditte produttrici di “manufatti in zinco, impiegati come “controcasse” per il trasporto e la tumulazione delle salme”: Lorandi S.p.A e La Zincotecnica S.r.l. hanno chiesto l’annullamento del provvedimento emesso in data 12 luglio 2017 dalla Regione Friuli Venezia Giulia a favore della società K-Holding, con il quale è stata rinnovata per cinque anni l’autorizzazione che aveva consentito la realizzazione dei medesimi manufatti mediante l’impiego di materiali diversi dal legno massiccio per le casse e metalli per le controcasse e, in particolare, un composto plastico denominato polipropilene copolimero eterofasico. Il provvedimento oggetto di impugnazione relativamente alla “tumulazione nel caso di trasporto di cadaveri anche a distanza uguale o superiore a 100 chilometri”, permette anche la riduzione di 15 millimetri dei “manufatti” a condizione che venga redatta, prima di ulteriore richiesta di rinnovo, una relazione tecnica, corredata da apposite attestazioni di strutture pubbliche cimiteriali e ditte di onoranze o trasporti funebri che ne attestino la veridicità, sulla persistenza della concreta e reale operatività del manufatto. Inoltre le casse da morto devono essere realizzate tenendo presente la permeabilità e la deformabilità del feretro durante il trasporto a distanza uguale o superiore a 100 chilometri o durante eventuali soste prima della tumulazione, con evidenza del numero totale di trasporti eseguiti; lo stato di decomposizione di salme estumulate elo stato di decomposizione del manufatto al momento dell’estumulazione”. Le ditte ricorrenti hanno agito nella veste di imprese concorrenti intenzionate a contrastare l’accesso a tale mercato da parte di un operatore potenzialmente in grado di offrire un prodotto alternativo, lamentano che, in sede di rinnovo, sarebbe stata aumentata la latitudine delle autorità autorizzate (con estensione al trasporto oltre i 100 km); osservano inoltre che la richiesta di rinnovo sarebbe stata inoltrata solo successivamente alla scadenza dell’autorizzazione ministeriale e contestano come il provvedimento regionale possa assumere i contorni di una nuova ed autonoma autorizzazione. Quest’ultimo rilievo è stato quello che secondo i giudici rende l’atto nullo dando ragione alle ricorrenti. Il Tar ha condannato la Società K-Holding S.p.A. e la Regione Friuli Venezia Giulia a rifondere anche le ricorrenti le spese di lite. La decisione è stata presa dal collegio composto dai magistrati: Oria Settesoldi (Presidente), Manuela Sinigoi (Consigliere) e Nicola Bardino (Referendario, estensore). Lorandi S.p.A e La Zincotecnica S.r.l., sono state difese dagli avvocati Paolo Fiorilli, Roberto Brun e Glauco Castellani, la Regione dall’avvocato Michela Delneri e K-Holding S.p.A. è stata difesa dagli avvocati Pio Rinaldi, Enrico Raengo, e Marco Jarc.



