Cannabis light, l’inchiesta porta in Svizzera

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Cannabis light, l’inchiesta porta in Svizzera

Conduce in Svizzera un’indagine del nucleo di polizia economico – finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto che nei giorni scorsi ha eseguito perquisizioni e sequestri in 48 esercizi commerciali in varie regioni italiane, si tratta di negozi che vendevano derivati della canapa sativa, la cosiddetta “cannabis light”. Una legge entrata in vigore nel 2016 in Italia ha come finalità la promozione della filiera della coltivazione di alcune varietà di canapa da destinare prevalentemente all’uso agroalimentare, al florovivaismo ed alla produzione di fibre tessili, ma resta vietata la commercializzazione dei prodotti contenenti THC superiore allo 0,5%, in quanto considerati stupefacenti a tutti gli effetti. A quanto pare il prodotto avrebbe un principio attivo maggiore. La Guardia di Finanza di Taranto ha anche sequestrato circa 9 chili di canapa presso un distributore automatico che era ubicato nelle vicinanze di due scuole della città pugliese. Per adesso sono indagate sei persone tra produttori e fornitori e grazie all’esame delle fatture di acquisto e vendita gli investigatori hanno ricostruito una prima filiera commerciale individuando alcuni distributori su base nazionale, i rifornitori di zona e gli esercizi al dettaglio e stanno proseguendo gli accertamenti per identificare l’intera compagine commerciale che avrebbe un collegamento con la Svizzera. Il Procuratore della Repubblica di Taranto, Carlo Maria Capristo, intervenendo in una trasmissione televisiva dell’emittente Tele Norba ha detto che l’inchiesta conduce in Svizzera, senza fornire ulteriori particolari in quanto le indagini sono ancora in corso. Quindi dopo i negozi chiusi in Puglia, Campania, Calabria, Lazio e Lombardia dall’Italia potrebbero giungere richieste di rogatorie internazionali.
Salvatore Pizzo

 

 

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