Accusa di truffa aggravata per chi si mette in malattia e svolge un altro lavoro. Il caso riguarda una vicenda avvenuta a Rovigo

Articolo

Accusa di truffa aggravata per chi si mette in malattia e svolge un altro lavoro. Il caso riguarda una vicenda avvenuta a Rovigo

cassazione

La Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi della questione delle assenze dal lavoro per malattia, durante le quali il dipendente è stato colto a svolgere un’altra attività. Con la sentenza depositata oggi dalla seconda sezione penale, gli ermellini hanno sancito la condanna per truffa aggravata per il dipendente che durante la malattia svolge altri lavori per conto di terzi. Con la sentenza 33743/14 la Cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento emesso dal Gup del Tribunale di Rovigo, che proscioglieva un lavoratore dall’imputazione per truffa aggravata. Per il giudice dell’udienza preliminare il fatto non sussisteva, perché non era stato provato in che misura l’attività lavorativa alternativa svolta dall’imputato avesse ostacolato il processo di guarigione dalle lesioni conseguenti a un infortunio. Il difensore del datore, costituitosi parte civile, si era rivolto alla Cassazione chiedendo che la sentenza fosse annullata. Per Giovanni D’Agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, “non è una semplice infedeltà lavorativa, ma un vero e proprio reato di truffa aggravata e falso ideologico quello che pone il dipendente pubblico che si mette in malattia e poi svolge un’altra attività parallela”.
{fcomment}

Back To Top