Disabili, fondi tagliati per i prepensionamenti dei giornalisti

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Disabili, fondi tagliati per i prepensionamenti dei giornalisti

Sta sollevando un’ondata di aspre polemiche il via libera all’emendamento al Decreto PA proposto da Fratelli d’Italia. Il provvedimento autorizza una spesa complessiva di 6,3 milioni di euro – ripartiti in 4,6 milioni per il 2026 e 1,7 milioni per il 2027 – destinati a sbloccare i pensionamenti anticipati dei giornalisti professionisti. A fare scalpore, tuttavia, è la copertura finanziaria scelta: i fondi sono stati sottratti direttamente dalle risorse destinate alla riforma della disabilità.

La FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha espresso un durissimo e ufficiale atto di dissenso tramite le parole del suo presidente nazionale, Vincenzo Falabella. Le risorse tagliate erano infatti originariamente destinate a finanziare la presenza dei medici e dei professionisti sanitari all’interno delle Unità di valutazione di base dell’Inps, istituite dal decreto legislativo 62 del 2024 per semplificare e riformare il riconoscimento della condizione di disabilità.

“Questa scelta è inaccettabile. Si interviene sulle risorse destinate al riconoscimento della condizione di disabilità e all’accesso ai relativi diritti e sostegni” ha dichiarato apertamente Vincenzo Falabella. “Sottrarre risorse alla valutazione di base indebolisce strutturalmente la riforma della disabilità. Chiediamo con forza al Governo e al Parlamento di fare marcia indietro, correggendo questa decisione e individuando altri capitoli di spesa per finanziare le pensioni anticipate dei giornalisti”.

L’iniezione di denaro pubblico serve a sbloccare una prima tranche di 12 prepensionamenti che erano rimasti congelati dall’Inps lo scorso giugno per mancanza di copertura economica. Secondo quanto riportato dai monitoraggi di Professione Reporter, le aziende editoriali che attingeranno immediatamente a questi 4,6 milioni di euro nel 2026 sono: Gazzetta di Parma, La Prealpina, Editoriale Domus, Mondadori Media, Il Gazzettino di Venezia, Il Tempo, L’Unione Sarda, NEM (Nord Est Multimedia).

Il finanziamento attuale copre solo il primo pacchetto di uscite. Restano al momento in attesa altri 120 giornalisti (tra cui 43 dipendenti del quotidiano La Stampa, seguiti dai giornalisti di Tuttosport, Arena, Giornale di Brescia e del gruppo Editoriale Nazionale che comprende Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno). Per queste ulteriori posizioni si attende lo stanziamento di nuovi fondi governativi, che i sindacati ipotizzano possano arrivare nei primi mesi del 2027.

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