Il Partito Democratico di Piacenza, la provincia che esprime big come Bersani e De Micheli, non avendo avversari esterni si arrangia passando il tempo a litigare al suo interno. Il Pd nel piacentino e in gran parte dell’Emilia ha rapporti di vicinanza e “cordialità” politica con il cosiddetto centro destra, la narrazione della contrapposizione tra le parti serve solo per il marketing elettorale finalizzato alla cattura dei voti. A Piacenza essendo tutto calmo sul fronte esterno, grazie all’alleanza con i loro finto contrappposti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia con i quali governano la provincia, non trovando di meglio da fare si sono messi a litigare tra loro, due gli episodi eclatanti degli ultimi giorni:
il primo quando hanno contestato il loro stesso capogruppo in Consiglio Comunale del capoluogo, si era “permesso” di solidarizzare con un gioielliere del cuneese coinvolto in una vicenda giudiziaria relativa all’uccisione di due banditi che lo avevano rapinato;
il secondo l’abbandono dell’esecutivo provinciale di una giovane esponente di Fiorenzuola d’Arda, Virginia Zilli che poco più che ventenne era anche diventata vice segretario provinciale poi la estromisero, previa comunicazione telefonica, dopo che aveva dato una buona visibilità al partito candidandosi alla regione:
In questa parte dell’Emilia il Pd è molto originale: si abbraccia con gli avversari e fa a cazzotti in casa sua, chissà perché…




