Ha preso il via a Bergamo la terza edizione del Forum Impresa Cultura Italia – Confcommercio, il coordinamento che dà voce unitaria alle imprese culturali e creative all’interno di Confcommercio-Imprese per l’Italia. Tema di questa edizione è il rapporto tra Innovazione e impresa culturale, e il primo panel su cui le riflessioni dei relatori si sono confrontati è stato dedicato al tema INNOVAZIONE, VISIBILITÀ E ATTRATTIVITÀ.
Guido Di Fraia, Prorettore all’Innovazione e intelligenza artificiale università IULM: “Viviamo il tempo dell’intelligenza artificiale generativa. Si tratta di un cambiamento forte, di quelli che sono successi pochi nella storia dell’umanità, perché l’AI ci sta dando la possibilità di modificare i modi in cui l’umanità reagisce e ottiene le informazioni. È una tecnologia che è destinata ad evolversi infinitamente. Lo sviluppo delle AI ci costringe ad interrogare sulle nostre capacità tipiche: infatti, alcune macchine presentano delle proprietà emergenti, cioè fanno delle cose per cui non erano programmate inizialmente. Ciò vuol dire che siamo alle soglie di una rivoluzione straordinaria che offre infinite possibilità: ma tale cambiamento va colto subito e con consapevolezza, altrimenti rischiamo di essere residui sulla spiaggia.”
Ilde Forgione, esperta di comunicazione in ambito culturale: “Sappiamo che reale e virtuale sono sempre più connessi, non ci sono più esperienze nel reale che poi non abbiano delle ripercussioni anche nel digitale. Sempre meno giovani si avvicinano alla cultura ‘alta’, per cui è necessario intercettare i giovani fruitori in un altro modo, e i social ci possono aiutare. L’innovazione che stanno portando avanti i musei è quello di avere un approccio non solo educativo ma che comunichi a più livelli. Tutti i luoghi della cultura possono parlare linguaggi diversi: lo strumento tecnologico veicola il messaggio in più modi. Questa forma è definibile con il termine ‘edutainment’.”
Carlotta Sanzogni, Digital Advisor, Responsabile Social Media e Pubbliche Relazione di Gruppo Libraccio: “Parto da un dato il 61% della popolazione italiana non legge. Ho deciso di trasferire questo dato nella comunicazione di Libraccio. Abbiamo deciso di trovare i modi per prenderci cura dei nostri lettori e convincere nuovi fruitori ad entrare nella nostra community utilizzando i nuovi strumenti. Abbiamo cominciato a lavorare sui social, dando contenuti che intrattengano il pubblico, oltre ad elaborare tante iniziative dedicate ai nostri target specifici.”
Francesca Bazoli, Presidente di Fondazione Brescia Musei: “La nostra realtà pubblico-privata gestisce tutti i musei civici di Brescia. Chi gestisce i musei sta seguendo un mandato per conto della comunità. Nel corso del tempo siamo passati dall’idea di conservazione a quella di fruizione, mentre oggi si sta facendo sempre più forte l’idea della partecipazione. Il museo è un luogo in cui si può attuare una partecipazione attiva. Così il museo deve diventare un luogo di welfare, e dobbiamo capire in che modo farlo. Cerchiamo di ampliare il più possibile i luoghi in modo da creare l’affezione e rendere così il museo un luogo familiare.”
Fabio Viola, Gamification Designer e Presidente Tuo Museo: “I luoghi culturali dovrebbero considerare Minecraft, Spotify e Netflix sia dei competitor che delle piattaforme a cui ispirarsi, non più un museo ma un museo con delle piattaforme. I luoghi culturali stanno soccombendo sulla capacità di raggiungere e intrattenere pubblici. Fatichiamo a vederli come luoghi memorabili e coinvolgenti e la maggior parte delle persone investe il proprio tempo libero sulle piattaforme. Alcuni reputano che la risposta sia nella digitalizzazione, cioè inserire un contenitore in un altro contenitore. Ma i risultati non sono efficaci. È necessario lavorare sull’intersezione tra gamification e i luoghi culturali: non più un’esperienza digitale rinchiusa all’interno del museo, bensì portare il museo fuori dal museo. La possibilità di godere un museo da remoto e solo entrando nel museo avere la possibilità di sbloccare contenuti aggiuntivi. Cosicché il digitale servirà a preparare la visita. Un’altra tema è quello di incentivare il turismo videoludico: ad esempio Mario Kart ha deciso di ambientare uno dei suoi tracciati proprio a Roma. Tutti questi progetti hanno come filo comune quello di spostare l’asset da spettatore a spet-attore: il fruitore deve essere sfidato durante la visita perché solo impegnandosi, diventando partecipativo, riesce ed essere maggiormente coinvolto.”
Cristina Paciello, head of STEP FuturAbility District di Fastweb: “Fastweb ha deciso di fare qualcosa per la comunità, partendo anche dal digital divide. Abbiamo voluto creare un luogo aperto alla città per parlare di futuro, così è nato STEP. Il visitatore diviene un attore consapevole che fa delle scoperte attraverso degli strumenti digitali. STEP non è né museo né una fondazione: è uno spazio di connessione con il futuro. Per un’ora sei assorbito da un percorso interattivo che ha come obiettivo quello di darti spunti sul domani. Sono delle tecnologie che supportano la visita e coinvolgono il visitatore alla scoperta del mondo.”
Il Presidente Carlo Fontana, afferma: “Impresa Cultura Italia Confcommercio ha un’attività di cinque anni che si concentra su due obiettivi: il primo è quello di monitorare i consumi culturali, l’altro è di realizzare riflessioni su argomenti di stretta attualità. Quest’anno il forum che si tiene a Bergamo, che insieme a Brescia è capitale italiana della cultura, che abbiamo sempre nelle capitali della cultura italiana, prende sotto osservazione il rapporto tra le nuove tecnologie e le imprese culturali. È un rapporto di straordinario interesse perché cambia il modo di produrre, cambia il modo di fruire, mette in moto dei meccanismi di cambiamento che sono già all’interno della nostra quotidianità. È un futuro che è presente, in questi due giorni vogliamo sviscerare questo tema, anche per dare un supporto a tutto il settore culturale. Perché i consumi in Italia stanno conoscendo una lenta ripresa: non siamo ai livelli prima del covid, ma certamente sta andando meglio di quanto pensassimo. Quindi, se questa macchina dei consumi si mette in moto, se forniamo degli strumenti di conoscenza e aiuto a realizzare nuove iniziative, a interagire con nuovi pubblici, a cercare di tener conto di nuovi bisogni, direi che svolgiamo un ruolo assolutamente importante”



