14 militari della Guardia di Finanza ai quali era stata negata l’indennità di trasferimento hanno portato il Ministero dell’economia ed il loro comando generale davanti al giudice e ne hanno ottenuto la condanna. I 14 uomini delle fiamme gialli hanno formulato la propria richiesta in seguito alla soppressione della originaria sede di servizio, presso la Brigata di Sacile, dove erano inquadrati, e al successivo trasferimento d’autorità presso la Compagnia di Pordenone. A fondamento del diniego, l’Amministrazione ha evidenziato che il beneficio non può essere concesso se, come nel caso di specie, la nuova dislocazione ha comportato il trasferimento del militare nella circoscrizione di un reparto confinante rispetto a quella di provenienza e che non sarebbe inoltre rilevante la circostanza che tale trasferimento comporti lo spostamento della sede in un comune non strettamente confinante con quello di precedente assegnazione. I richiamando a conforto della propria istanza alcuni precedenti giurisprudenziali non hanno accettato questa interpretazione. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli Venezia Giulia ha condannato il Ministero dell’Economia e delle Finanze a corrispondere ai ricorrenti l’indennità prevista, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali, computati dalle singole scadenze al saldo. La sentenza è stata emesso dal collegio giudicante emesso dai magistrati: Oria Settesoldi (Presidente), Manuela Sinigoi (Consigliere) e Nicola Bardino (Referendario, Estensore). I finanzieri sono stati difesi difesi dagli avvocati Mattia Matarazzo e Valter Buttignol



