
E’ stato condannato dal Tribunale di Ravenna a 11 anni e 2 mesi di reclusione e a una multa da 9.200 euro Francesco Patamia, fondatore del partito “Europei Liberali” e candidato alla Camera nelle ultime elezioni politiche con la lista, molto cara agli ambienti ciellini, “Noi moderati” di Maurizio Lupi nel collegio di Piacenza e Parma. Oltre a Francesco Patamia è stato condannato anche il padre Rocco (10 anni e 6 mesi) e altre 19 persone, accusate a vario titolo di aver preso parte ad un’organizzazione che acquisiva locali e attività imprenditoriali, per lo più sulla riviera romagnola, al fine di riciclare denaro. Patamia fu candidato nel collegio che comprende tutta la provincia di Piacenza e gran parte della Bassa Parmense (Busseto, Fidenza, Fontanellato, Pellegrino Parmense, Polesine Zibello, Roccabianca, Salsomaggiore Terme, Soragna), l’aspirante parlamentare era il presidente del Partito degli Europei e Liberali. Patamia, la sua fu una candidatura fortemente voluta dai vertici di “Noi Moderati”: solo all’ultimissimo momento fu estromesso Piero Sasso, ex carabiniere e consigliere comunale a Sarmato (Piacenza), quest’ultimo aveva già firmato e consegnato i documenti per la candidatura quando parlando telefonicamente con un giornalista ebbe l’amara sorpresa. Destò meraviglia la scelta di aver fatto fuori “a tradimento”, senza mai dare alcuna spiegazione pubblica, l’ex carabiniere per inserire nella rosa dei candidati Patamia. Gli inquirenti ipotizzano una serie di investimenti compiuti per conto della ‘Ndrangheta in Emilia Romagna: nell’ambito dell’inchiesta denominata “Radici” sono stati sequestrati conti correnti, beni immobili e quote societarie per un valore complessivo di 30 milioni di euro. Complessivamente erano 21 gli imputati. tra le condanne più pesanti ci sono quelle a 13 anni e 3 mesi per Saverio Serra (12mila euro di multa), considerato personaggio legato al clan ‘ndranghetistico Mancuso di Limbadi e attualmente in carcere (per lui il pm aveva chiesto 15 anni e 11 mesi).




