Valnure e Valdarda: la Gilda degli Insegnanti sulla situazione scolastica

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Valnure e Valdarda: la Gilda degli Insegnanti sulla situazione scolastica

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In merito alle continue lamentele che riguardano il continuo avvicendamento di docenti nelle scuole del nostro territorio vorremmo dare qualche suggerimento agli esponenti politici che manifestano lamentele, ma è bene chiarire qualche antefatto doveroso: i docenti interessati sono persone di una certa età, spesso padri e madri, che prima della presunta “Buona Scuola” lavoravano stabilmente come precari nelle province in cui erano in graduatoria, oggi sulla base di un algoritmo i cui criteri rimangono segreti anche di fronte ad un formale accesso agli atti, sono stati sballottati a parità di stipendio (circa 1300 euro al mese) in posti lontanissimi dalle loro case, per chi ha famiglia è praticamente impossibile sostenere ciò. Conveniamo con chi dice che il “Nord non è un supermercato di cattedre”, infatti nessuno le vuole, inoltre esse sono malpagate. Noi avevamo detto al Pd di continuare ad usare le graduatorie provinciali per le assunzioni, ma siamo rimasti inascoltati. In esse vi sono presenti insegnanti del Sud e del Nord che scelgono deliberatamente in quale provincia lavorare. I cittadini che si lamentano, chiedano i danni a chi ha realizzato questo algoritmo, chissà quanto costato alla collettività. Non si capisce perché i politici di opposizione non seguano il flusso dei quattrini spesi per questo disastro e se la prendono con chi li ha incassati, forse è più comodo prendersela con i docenti sottopagati. I dirigenti scolastici che oggi si lamentano, si rivolgano alle loro associazioni di categoria, che alleate del governo del Pd hanno contribuito a scrivere la “Buona Scuola” la quale, in barba a qualsiasi criterio meritocratico, ha dato loro un sensibile aumento del compenso. Oggi “sparano” addosso agli insegnanti ridotti ad uno stato di povertà, mentre tacciono sui loro capi e capetti autori di questo sistema balordo. Si trasferiscano i dirigenti scolastici a 1000 chilometri da casa per 1300/1400 euro mensili, con le famiglie da mantenere nei luoghi di origine. Inoltre, in merito all’assegnazione alle classi, in ogni istituto c’era una contrattazione e si ragionava con le rappresentanze dei docenti, ma dal 2009 (decreto Brunetta) la lobby dei dirigenti ha fatto modificare questa norma ed oggi ecco i risultati della loro megalomania. Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, aggiunge anche: “I dirigenti scolastici prima di criticare i comportamenti degli insegnanti riflettano sul fatto che solo in Emilia Romagna la loro categoria, sulla base di un contratto integrativo regionale firmato dai loro sindacati, sono stati ritenuti tutti meritevoli con premi a pioggia che oscillano dai 5mila ai 10mila euro”.
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