Viviana Laffranchi ci pali di lei
Sono una cantante.. una cantautrice, faccio parte di questo affascinante mondo che forse troppo pochi conoscono. Si perché se si pensa ad un cantante si affianca subito il discorso televisivo o radiofonico dei cantanti di spicco, beh esiste tutto un mondo che in molti ignorano. Questa passione può diventare un lavoro come un ragazzo con la passione per l’elettronica può diventare un tecnico informatico. Sono assunta a chiamata in una cooperativa che si occupa di trovare lavoro per i suoi musicisti. Posso emettere fattura, scaricare le mie spese e ricevo una busta paga come per ogni lavoro che si rispetti. Sono solita fare visite mediche e corsi di primo soccorso ecc.. insomma un normale lavoro che (in un certo senso purtroppo) si concentra più spesso nel fine settimana e nei periodi festivi. Lavoro spesso da sola, in duo e nel periodo estivo anche con un gruppo. Matrimoni, cene aziendali, manifestazioni culturali, teatri, sagre, locali. Ho avuto la fortuna di conoscere colleghi che hanno contribuito alla realizzazione dei miei dischi. Canzoni scritte da me, due in lingua italiana e uno in dialetto bresciano
Il suo percorso artistico?
Amo la compagnia, lo stare insieme, ma spesso ho bisogno anche di isolarmi un po’ dal mondo e questo da quando ero bambina. Così ho iniziato a scrivere, appena ho saputo farlo alle elementari parole e melodie venivano stampate su di un diario che ancora conservo. Dopo anni di lezioni private, ho frequentato due accademie musicali “Preludio” a Brescia e “Le Dissonanze” in Valsabbia, stage con artisti famosi, attori e scrittori di tutta Italia nel bresciano, a Sanremo e Roma. Già allora facevo live in giro per Brescia. Musica edita, inedita rock’n roll, pop, folk, country.. un po’ di tutto. Ho affiancato a questo qualche concorso musicale che mi ha portata a cantare i miei pezzi non solo molto spesso per le emittenti locali, ma anche in Rai con tanto di orchestra e credo che quelle esperienze mi abbiano davvero arricchita parecchio.. dentro e fuori.. Sono stata finalista ad Area Sanremo nella sezione Doc nel 2011. Vengo chiamata dalle associazioni o produzioni per prendere parte a Cd a tema componendo pezzi che hanno sempre entusiasmato gli addetti al settore. Ho scritto canzoni per altri artisti, inni, pezzi per la pubblicità e mi sono confrontata spesso con colleghi di gran livello dai quali ho cercato di apprendere qualcosa ogni volta, perché una cosa fondamentale in questo mondo è sapere ascoltare senza pretendere troppo di essere ascoltati. Recentemente mi sono avvicinata anche al settore radiofonico, con corsi di dizione e doppiaggio e uno di Speaker radiofonico che mi hanno successivamente portata nel gruppo di Radio Noi Musica e a qualche interessante collaborazione con Radio Vera/Radio Bruno. E’ una vita sempre in movimento e sempre in crescita e le soddisfazioni non mancano se ci si impegna in quello che si fa. Adesso ho 36 anni, un meraviglioso bambino che adora la musica e un bagaglio di esperienze abbastanza vasto da poter portare in giro per le città.
Come nasce “Uniti a te”?
Nasce per prima cosa documentandosi a dovere, andando a spulciare cos’ è un Inno calcistico per la maggior parte dei casi. Poi un occhio attento a cosa rappresenta “Padania Football Association”, per usare delle parole sì, proprie per un inno calcistico, ma che possano rappresentare a pieno il progetto in sè, senza dimenticare che il ritornello deve restare in testa e possa essere cantato a cappella senza intoppi. A questo punto importante è stata la collaborazione con Paolo Bianco, noto arrangiatore e musicista. L’ arrangiamento doveva essere accattivante e in certi momenti volevo che ricordasse anche un “coro da stadio” con gli “Oh oh oh” al posto giusto. A questo punto ci siamo, in studio da Max Comincini, altro ottimo musicista ed arrangiatore, vengono registrate tutte le voci, controvoci, cori, di tutto viene attentamente scelto il meglio, un bel mix e ci siamo ecco a Voi “Uniti a te”, un inno che spero riuscirà ad accontentare il pensiero e il gusto di tutti i tifosi padani che andranno a Budapest o coloro che non potranno andarci, ma potranno cantarlo a casa durante le partite.
Cosa può fare la musica per lo sport?
Io so che se vado in piscina o a fare una corsa, anche senza cuffie una musica in testa ce l’ho sempre, quasi fosse la mia colonna sonora, è diversa a seconda dei momenti, dell’ umore, del periodo, ma c’ è. E quando parto e lei parte, anche la stanchezza la sento lontana. La musica e lo sport sono due passioni molto affini, sono anche valvole di sfogo nella vita frenetica di tutti i giorni. Cosa sarebbe un film senza le colonne sonore? Regaliamoci una melodia ogni giorno, sport e musica in simbiosi possono avere una forza indescrivibile, allontanano lo stress e prolungano il quieto vivere.
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