
«Colgo nella pièce un carattere visionario, e un andamento da farsa nera come in Molière. Ciampa è per me un buffone tragico, come il Nietzsche di Ecce homo e l’Arnolphe de La scuola delle mogli». Così scrive in una nota il regista e attore Valter Malosti, riguardo al protagonista de Il berretto a sonagli. E il capolavoro di Luigi Pirandello, nella rivisitazione contemporanea di Malosti appunto, va in scena all’Auditorium Rita Levi Montalcini di Mirandolavenerdì 10 marzo alle ore 21.00 nell’ambito della Stagione Teatrale 2016-2017 curata per il secondo anno consecutivo da ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna nell’ambito del Circuito Regionale Multidisciplinare.
Adattamento e regia sono di Valter Malosti, che interpreta anche il ruolo di Ciampa. Altri protagonisti sono Roberta Caronia (Beatrice Fiorìca), Paola Pace (Donna Assunta La Bella, La Saracena), Vito Di Bella (Fifì La Bella), Paolo Giangrasso (Alfio Spanò), Cristina Arnone (Fana), Roberta Crivelli (Sarina Ciampa). Luci di Francesco Dell’Elba, scene di Carmelo Giammello, costumi di Alessio Rosati; macchinista e direttore di scena, Gennaro Cerlino; assistente alla regia Elena Cerra; assistente ai costumi Michela Pagano, realizzazione costumi Laboratorio Nuvia Valestri; sarta di compagnia Aurora Damante; parrucche Mario Audello. Si ringraziano Alessio Maria Romano e Alessio Foglia. Una produzione Teatro di Dioniso con il sostegno del Sistema Teatro Torino.
Sinossi
Il cuore della commedia di Pirandello riguarda l’onore minacciato di un uomo sposato – e naturalmente si potrebbe subito aggiungere: di una donna sposata. La signora Beatrice, moglie del cavalier Fiorìca, sospetta che il marito la tradisca con la giovane moglie del suo scrivano Ciampa: rosa dalla gelosia, con la riluttante complicità del delegato di polizia Spanò, ordisce una trappola per sorprendere i due in flagranza di reato, senza calcolare l’esito di tale progetto nei confronti di Ciampa. La reazione di Ciampa sarà furiosa. Non gli resterà che difendere il suo ”onore”, dovrà uccidere la moglie e il cavalier Fiorìca. Tutto quanto succede a questo punto, non è più un problema di credibilità dell’avvenimento – al punto che sapere se Ciampa uccide o meno, se diventa pazzo o no, sono domande che non attendono risposta, poiché l’atto resta, qui, sospeso come un “non voler giudicare” dell’autore: ci sono solo fatti, apparenti e ambigui, ai quali si tratta di dare una forma, ora la più opportuna, ora la più indecente. In Pirandello, più che una risposta, la pazzia, con i suoi artifici, con la sua messa in scena nelBerretto a sonagli, è una posizione umoristica, l’astuzia feroce di Ciampa consiste nel mimare per la signora Fiorìca l’esempio dell’abisso della follia, in modo che lei alla fine vi precipiti.
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