
Una nuova sentenza è stata emessa in merito alla vicenda di un cappellano del carcere milanese di San Vittore che, secondo le accuse, pretendeva favori sessuali dai detenuti facendo leva sullo «stato di bisogno»: nel 2014 era stata chiesta la condanna a 22 anni di don Alberto Barin, il sacerdote fu arrestato il 20 novembre 2012 per violenze sessuali su 12 detenuti, ridotti a 14 anni e 8 mesi dal rito abbreviato, ma alla fine fu condannato a 4 anni alzati dall’Appello a 5 anni e 4 mesi, adesso la Cassazione ha annullato «perché il fatto non sussiste», la parte di condanna sui 12 casi di induzione indebita a dare utilità e la condanna per «violenze sessuali» su 8 casi l’«abuso d’autorità», quindi conferma solo la condanna per 2 baci e 2 toccamenti, quindi si dovrà ricalcolare la pena superstite che è inferiore ai 3 anni e mezzo di custodia cautelare già trascorsa tra carcere e domiciliari in convento.
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