Riprende il processo a  Taner Kilic

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Riprende il processo a  Taner Kilic

Oltre un milione di persone ha chiesto il rilascio di Taner Kilic, il presidente di Amnesty International Turchia, il cui processo riprenderà mercoledì 31 gennaio a Istanbul.

Taner Kilic, insieme ad altri 10 imputati deve rispondere dell’accusa di “terrorismo” in quello che può essere solo definito come un procedimento politicamente motivato con l’obiettivo di zittire le voci critiche all’interno della Turchia. 

“Di fronte a schiaccianti prove della sua innocenza e a zero prove di eventuali reati, il rilascio di Taner Kilic è ampiamente dovuto. Il fatto che abbia trascorso quasi otto mesi in carcere la dice lunga sul funzionamento del sistema giudiziario turco e sulla feroce caccia a chi difende i diritti umani in corso in Turchia”, ha dichiarato Gauri van Gulik, direttrice per l’Europa di Amnesty International.

“L’udienza del 31 gennaio costituisce una nuova opportunità per porre fine a questa evidente ingiustizia e consentire a questo appassionato difensore dei diritti umani di tornare a casa e riprendere il suo fondamentale lavoro. Il tribunale deve assolvere Taner Kilic e gli altri 10 difensori dei diritti umani e porre fine a questa farsa una volta per tutte”, ha concluso van Gulik.

Ulteriori informazioni
Taner Kiliç, presidente di Amnesty International Turchia, è stato arrestato il 6 giugno 2017 e posto in stato di detenzione tre giorni dopo. Altri 10 attivisti, tra cui la direttrice di Amnesty International Turchia ?dil Eser, sono stati arrestati un mese dopo. Otto di loro sono stati tenuti in carcere per quasi quattro mesi prima di essere rilasciati su cauzione alla fine della prima udienza.

L’accusa nei loro confronti, priva di fondamento e a sostegno della quale la pubblica accusa non ha ancora presentato alcuna prova concreta degna di questo nome, è di “appartenenza a un’organizzazione terroristica”. 

L’accusa per Taner Kilic è di aver scaricato e utilizzato l’applicazione di messaggistica ByLock, che secondo la procura turca era usata dai membri del movimento Gülen per le loro comunicazioni. Tuttavia, due analisi indipendenti commissionate da Amnesty International sul telefono di Taner K?l?ç hanno concluso che sul suo telefono non c’era la minima traccia dell’applicazione. Finora, la procura non ha fornito alcuna prova a sostegno dell’accusa né ha dimostrato alcun comportamento penalmente rilevante.

Il mese scorso le autorità turche hanno ammesso che migliaia di persone erano state ingiustamente accusate di aver scaricato l’applicazione. Dopo aver pubblicato i numeri di telefono di 11.480 utenti, ne è derivata una scarcerazione di massa. Purtroppo, Taner K?l?ç non è tra coloro che sono tornati in libertà.
Oltre un milione di persone da 194 paesi e territori, tra cui decine di personalità e figure autorevoli, hanno firmato gli appelli di Amnesty International per chiedere il rilascio di Taner Kiliç e degli altri difensori dei diritti umani arrestati nell’estate 2017. 

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