E’ giunta nei giorni scorsi in Italia l’ultima parte delle 860 tonnellate di resine e fanghi radioattivi che sono stati trattati nell’impianto nucleare di Bohunice, gestito dalla società Javys. A seguito di un contratto sottoscritto negli anni scorsi con la Sogin, la società del governo italiano che si occupa della dismissione degli impianti nucleari, parte dei rifiuti della centrale di Caorso chiusa nel 1990 sono stati trattati a Bohunice per essere poi riportati in Italia, dove a seguito di un referendum svolto nel 1987 la produzione di energia nucleare è stata abolita. Con l’invio nei giorni scorsi quelli giunti in Italia sono gli ultimi 24 manufatti trattati, il carico è stato sistemato all’interno di quattro container caricati su due mezzi stradali. Tra il 2020 e il 2022 Sogin ha inviato in Slovacchia 5.860 fusti da 220 litri, di cui 5.500 contenenti resine a scambio ionico esaurite (800 tonnellate) e 360 contenenti fanghi radioattivi (60 tonnellate), si tratta di scorie considerate dagli esperti a “bassa radiottività”. Sono stati complessivamente 33 i trasporti effettuati tra Italia e Slovacchia. A Bohunice i rifiuti nucleari italiani sono stati inceneriti e trattati fino a ridurre il loro volume di oltre il 90% rispetto a quello iniziale. Il valore economico complessivo del contratto tra Javis e Sogin per il trasporto e il trattamento dei fusti radioattivi è stato di circa 37 milioni di euro. Anche la Sogin ha svolto delle attività per Javis, in particolare ha fornito assistenza tecnica per lo smantellamento del reattore V1 della stessa centrale Bohunice, in una commessa pari a 3,1 milioni di euro.



