Ponte Taro. Inaugurata Villa Celestina Negri

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Ponte Taro. Inaugurata Villa Celestina Negri

Ponte Taro

Inaugurata ieri Villa Celestina Negri, la nuova comunità residenziale per anziani di Ponte Taro, nata dalla donazione testamentaria di due donne della frazione, Celestina Negri e Anna Savi. Alla presenza dei due sindaci di Noceto e Fontevivo Fabio Fecci e Tommaso FIazza, del vicario della diocesi di Parmadon Luigi Valentini, di monsignor Domenico Magri, presidente onorario dell’Opera Diocesana San Bernardo degli Uberti, del consigliere regionale Fabio Rainieri e del direttore della cooperativa sociale Proges Giancarlo Anghinolfi, il parroco di Ponte Taro don Valerio Cagna ha scoperto il pannello di intitolazione della struttura e ha illustrato il percorso che ha portato alla nascita di questo nuovo polo.

Sono due gli edifici, immersi nel verde di un giardino, che costituiscono il complesso di proprietà dell’Opera Diocesana, di cui uno ottocentesco completamente ristrutturato dal Gruppo Gesin Proges.
Fu Celestina Negri vedova Zaccarini a donare alla comunità di Ponte Taro un significativo lascito in denaro e la casa dei primi dell’Ottocento, insieme al fondo su cui sorge la nuova struttura, in memoria dei genitori Maria e Mario, vincolando l’uso della villa alla cura di anziani e di persone con disabilità. Alla sua donazione si è poi aggiunto il lascito di Anna Savi in memoria del fratello Tonino.
Complessivamente, Villa Celestina Negri potrà ospitare 35 persone: anziani autosufficienti o non autosufficienti di grado lieve e adulti con patologie assimilabili a quelle geriatriche. La struttura si divide infatti in tre diversi settori: una comunità alloggio per anziani con 12 posti letto, cui si aggiungono, nell’edificio principale, 10 alloggi protetti e, nell’edificio più antico, altri 6 appartamenti. A partire dal 10 luglio inizieranno i primi ingressi degli ospiti.
Alla Proges è affidata la gestione del servizio, che comprende anche la programmazione e la gestione di attività rivolte anche a persone anziane che non sono ospiti permanenti. Al piano terra dell’edificio principale, infatti, si trovano un ampio soggiorno e una palestra. In questi spazi si svolgeranno laboratori creativi che coinvolgeranno anche la parrocchia e i bambini delle scuole e si farà attività fisica con programmi dedicati.
La comunità è stata pensata come uno spazio osmotico rispetto alla frazione, aperto ad una vita comunitaria, solidale e di mutuo-aiuto, con l’appoggio dei servizi territoriali.
E, pur sorgendo in via Montale 4, sul versante di Noceto sarà strategica per tutta la comunità, come ha ricordato il sindaco Tommaso Fiazza:
«Questa struttura è fondamentale per Ponte Taro e Fontevivo, dove al momento non abbiamo residenze per anziani ma solo un centro diurno. La mia amministrazione è pronta a collaborare per fare in modo che Villa Celestina Negri sia perfettamente integrata nella nostra comunità».
Dello stresso avviso Fabio Fecci, sindaco di Noceto: «Dopo un percorso tortuoso arriviamo a concretizzare un progetto molto importante e ringrazio Proges e Opera Diocesana San Bernardo degli Uberti per questo. Spero che le comunità di Noceto e Fontevivo entreranno presto in piena sintonia con la struttura per contribuire alla socializzazione e all’integrazione».
«Siamo onorati di gestire queste strutture che sono frutto di un dono – ha detto Giancarlo Anghinolfi – e auspichiamo che possano essere, oltre che un servizio importante per Ponte Taro, due case aperte a tutti, partecipate dalla comunità. Vorremmo che le associazioni e tutti i cittadini si sentissero i benvenuti e ci aiutassero a creare occasioni che possano consentire agli ospiti di mantenere i legami con il proprio territorio».
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