Piacenza & Parma: ciellini che hanno dovuto votare l’arrestato e non l’ex carabiniere

Articolo

Piacenza & Parma: ciellini che hanno dovuto votare l’arrestato e non l’ex carabiniere

Noi Moderati”, la coalizione elettorale più affine politicamente al mondo ciellino, alle ultime politiche aveva scelto di candidare alla Camera dei deputati Francesco Patamia nel collegio che comprende tutta la provincia di Piacenza e gran parte della Bassa Parmense (Busseto, Fidenza, Fontanellato, Pellegrino Parmense, Polesine Zibello, Roccabianca, Salsomaggiore Terme, Soragna), l’aspirante parlamentare, presidente del Partito degli Europei e Liberali, è stato recentemente arrestato dalla Guardia di Finanza nell’operazione “Radici”, un inchiesta di ‘Ndrangheta che ha portato agli arresti anche il padre, Rocco.Quella del 35enne Patamia, originario di Gioia Tauro, fu una candidatura fortemente voluta dai vertici di “Noi Moderati”: solo all’ultimissimo momento fu estromesso Piero Sasso, ex carabiniere e consigliere comunale a Sarmato, quest’ultimo aveva già firmato e consegnato i documenti per la candidatura quando parlando telefonicamente con un giornalista ebbe l’amara sorpresa, colpisce la scelta di aver fatto fuori “a tradimento” l’ex carabiniere per inserire nella rosa dei candidati Patamia.

Radici” è un’inchiesta dellaDirezione distrettuale antimafia che ha portato gli inquirenti ad ipotizzare una serie di investimenti compiuti per conto della ‘Ndrangheta in Emilia Romagna: sono stati sequestrati conti correnti, beni immobili e quote societarie per un valore complessivo di 30 milioni di euro. Sono complessivamente 34 gli indagati ma23 le misure cautelari eseguite (quattro custodie in carcere, tre arresti domiciliari e 16 obblighi di dimora), alcune delle persone indagate, secondo gli inquirenti, sarebbero affiliate alle ‘ndrine dei Piromalli di Gioia Tauro e dei Mancuso di Limbadi.

 

sa.pi.

Back To Top