Parma, ragazze sequestrate in Borgo XX Marzo, il processo

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Parma, ragazze sequestrate in Borgo XX Marzo, il processo

donna nera pixabay

Quattro ragazze seviziate in un appartamento nel pieno centro storico di Parma, è questo il terribile scenario da cui scaturisce il processo che si sta svolgendo nel tribunale della cittadina emiliana a carico di di una donna nigeriana di 39 anni. I fatti risalgono al 2004 ed al centro della vicenda c’è lo sfruttamento della prostituzione di ragazze attratte nel nostro paese con la falsa promessa di un lavoro regolare, le giovani donne una volta arrivate in aereo da Lagos a Parigi, venivano condotte a Bari dove rimanevano ospiti in casa di una connazionale, poi dal capoluogo pugliese venivano condotte a Parma e qui venivano costrette a vendere il loro corpo offrendosi a bordo strada nella zona di San Pancrazio ed in Via Paradigna: stando alle indagini il traffico era gestito da un venditore ambulante e da sua sorella, anche loro nigeriani. La donna, che allo stato attuale è l’unica imputata, è descritta dalle ragazze come una vera è propria aguzzina. Le giovani donne appena arrivate a Parma venivano private dei documenti e di tutto ciò che avevano addosso. Subito i loro sogni erano infranti, veniva detto loro che dovevano prostituirsi e di fronte al rifiuto venivano costrette con la forza mediante dei riti wodoo. Erano state rinchiuse in appartamento in Borgo XX Marzo, non potevano uscire durante il giorno ma solo dalle 21 alle 6 del mattino per prostituirsi, la loro aguzzina pretendeva da ciascuna l’estinzione di un debito di 50mila euro. Per il resto della giornata erano chiuse in casa sotto chiave. Ognuna di loro doveva incassare ogni giorno 350 euro, inoltre dovevano mangiare poco per non ingrassare e quando la maitresse era in casa, per lo stesso motivo, vietava loro di dormire. Quando si ribellavano venivano picchiate con un mestolo e venivano calpestate, lei gli saliva addosso con i tacchi. Lo stesso avveniva quando non incassavano soldi. La Polizia ha scoperto il tutto a seguito di una lite, il 113 fu allertato dopo che i vicini udirono delle urla provenire dalla casa, quando gli agenti arrivarono trovarono una ragazza barricata in una stanza in quanto rifiutava di prostituirsi. La prossima udienza è prevista per il 15 novembre.
s.p.
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